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di Fabio Picchi
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Vai, l’hanno rimorsa e rimossa, convinti come sono che il loro spara-diso sia in un conto, in un conto di un ristorante, in un conto corrente. Sì, contano le pecore e non riescono più dormire. Persa la meraviglia e lo stupore, ormai senza giardini-paradiso in balia di burrascose stagioni delle loro anime, infilzano e non amano. |
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di Caterina Cardia
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Come ha fatto a diventare/un assioma popolare che la mela in generale/è toccasana naturale presto e bene si capisce/se si leggon queste strisce.
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6 New York romantica 1
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By James O'Mara
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di Alessio Sardelli
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Nel saltare da un teatro all’altro mi ritrovai qualche tempo fa in una piccola cittadina sul lago d’Orta e precisamente a Omegna. Siamo al nord a due passi dalla Svizzera ma fortunatamente ancora nel vecchio scarpone Italia, magazzino di bellezze invidiabili da tutto il mondo.
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di Tommaso Chimenti
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Per gli appassionati andare a teatro è come essere il bruco nella mela. La addenta, cresce, ci sta comodo, assorbe, ne fa la sua alcova accogliente. Nella sezione Eva e la mela potrebbero ricadere La monaca di Monza (2, 3 febbraio al Teatro Dante di Campi Bisenzio), per la regia di Paolo Biribò, con i dubbi, i tormenti dell’anima e della carne della suora celebrata da Manzoni e del suo Egidio |
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12 New York romantica 2
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By James O'Mara
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di Tomaso Montanari
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La mela più elegante della storia della scultura è quella che Antonio Canova donò alla sua Paolina Borghese. Grazie a quel dettaglio, apparentemente insignificante, egli trasfigurò la sorella di Napoleone in una Venere vincitrice che stringe il pomo che Paride le consegnò quando la riconobbe più bella di Giunone e di Minerva. |
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di Kate Mc Bride
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higgly piggly houses stack up random gray pink and brown stucco and stone |
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di Milly Mostardini
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Me/la darà o non me/la darà ? That is the question. Dimmelo e dam/mela, caro mio ben! O prendi/mela, appioppa/mela. Infatti fila la mela, dal serpente a Eva, e da lì in poi uno sconquasso. La mela di Paride, uno zuzzerellone, alla divina Afrodite: un altro sconquasso, questa volta omerico. Dalla cattiva regina alla fiduciosa Biancaneve, solo una favola, ma chi dice donna, dice danno. |
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di Alberto Severi
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Nei pranzi che riunivano la famiglia nelle occasioni più solenni, c’era sempre un momento che gli adulti temevano e noi bambini accoglievamo ridendo. Ed era quando la mamma portava la fruttiera in tavola, a fine pasto (nessuno ci aveva ancora insegnato che la frutta a fine pasto, fermentando nello stomaco, rallenta la digestione: anzi si diceva che “ci vòle”, è “salutare” e “rinfresca la bocca”). |
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di Clara Ballerini
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Comodamente seduto nel giardino di casa sua Sir Isaac Newton osserva una mela che cade da un albero e elabora di conseguenza la teoria della gravitazione universale.
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di Marco Poggiolesi
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Qual è lo spicchio più importante della mela? Io non ho dubbi, certamente il cinquantaduesimo!
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di Giovanni Curatola
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Mela. Indubbiamente il riflesso condizionato che scatta in modo pavloviano nella mente forse un po’ contorta di chi scrive alla sollecitazione del direttore può apparire strano. Infatti mi viene subito in mente Almaty (già Alma-Ata, ossia città, valle delle mele) un tempo non lontano capitale del Kazakistan |
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di Juan Pittaluga
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Petit scénario absurde pour une pomme - comment Newton a épousé Blanche-Neige. Du haut d’un gratte-ciel, le bras tendu vers le vide, une femme mystérieuse lâche de sa main une grosse pomme rouge. Quelques étages plus bas, un homme très beau, se rase devant le miroir. La fenêtre est ouverte. Parterre la pomme rouge roule vers ses pieds nus. Il la ramasse. |
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di Ugo Federico
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I divani dell’Hotel Pera di Istanbul, tappa fondamentale del presente e del passato, quando l’Orient Exspress correva sui binari. Gente di cultura. Luci e il cortese servizio mai invadente. Il bicchiere ben saldo fra le mani che riscaldavano quell’incredibile Calvados du Pays d’Auge 1942 del grandissimo Marcel Blin. |
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di Gregorio Moppi
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È un direttore d’orchestra italiano, genovese per la precisione, classe 1959, eppure in Italia nessuno se l’è mai filato tanto. All’estero sì, specie nei paesi di lingua tedesca. Fabio Luisi comincia la carriera dalla periferica Graz, poi si sposta a Vienna e Lipsia: situazioni rispettabili, ma non serie A. |
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5 Occhio di bue
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Bucchi 2012
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di Stella Rudolph
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Del cestino dei frutti che consumiamo nessuno di essi è stato sfruttato simbolicamente sin dai tempi remoti come la cara, sana mela. Lasciando da parte quella della conoscenza del bene e del male colta nel Giardino di Eden da Eva per tentare Adamo, donde scaturì il peccato originale e la conseguente cacciata dei progenitori dal paradiso terrestre appena creato da Dio secondo la tradizione ebraico-cristiana (capitolo 3 del libro biblico Genesi), le molteplici doti della mela sottendono parecchi memorabili episodi della mitologia greco-romana. |
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di Paolo Maddalena
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Nell’immaginario collettivo la mela è il frutto per eccellenza. I francesi denominano una specie di mela reine des reinettes, la regina delle reginette, cioè la mela migliore fra tutte, e per questo regina delle altre mele, le reginette.
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di Sefy Hendler
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ל ספי הנדלר בזמנים טרופים אלו, בהם נרצחים מדי יום אזרחים סורים חפים מפשע, סיפור התפוחים מרמת הגולן נשמע כמו זיכרון רחוק. אבל דווקא בימים כאלו ראוי שיסופר |
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di Massimo Niccolai
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La mela, questa sconosciuta. Non ho mai fatto una riflessione vera e propria sulla mela l’ho sempre subita e se ci penso bene non posso fare a meno di identificarla con il desiderio. Nei mercati le vediamo lì, belle, ammassate: rosse verdi gialle, pronte per essere prese e mangiate. |
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di Sonya Orfalian
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La grossa mela in fondo al cestino pare che dica: "Mangiami, bambino!"
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di Luigi Settembrini
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Attenzione alla mela. Nonostante dicerie del tipo una mela al giorno toglie il medico di torno e romanticherie metropolitane come quella che New York sarebbe la Grande Mela per la sua bellezza e capacità di dare (in realtà il soprannome salta fuori negli anni venti da un cronista sportivo, John F. Fitzgerald, che aveva definito Big Apple l’ippodromo a forma di mela (Apple) della città, per la sua capacità di essere il più importante (Big) per giro di scommesse e danaro). |
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di Tessa Capponi
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Kilka lat temu kupiłam kawałek ziemi na południowym wschodzie Polski, niecałe 100 kilometrów od granicy polsko-ukraińskiej. To piękna okolica łagodnych wzgórz, bukowych lasów i małych gospodarstw, często opuszczonych, z drewnianymi chałupami i zaniedbanymi sadami. |
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di Raffaele Palumbo
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Quando McCartney e soci decisero di tornare dal giudice per la causa contro la Apple sulla proprietà del nome e del logo, lui saltò sulla sedia. Lui è Gilberto Filippetti, fiorentino d’adozione, uno dei protagonisti della storia della pubblicità nel nostro paese, inventore della famosa campagna Piaggio. |
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di Giulia Nuti
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Qual’è la celebre azienda il cui marchio è una mela? Risposta facile ai più, specialmente agli appassionati di informatica.
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di Pietro Jozzelli
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La Grande Mela apparve a Ferdinand Céline come “una città in piedi, assolutamente diritta, per niente stravaccata, rigida da far paura”. Eppure gli dette da sopravvivere, almeno per un po’, stipendiandolo come cercatore e contatore di pulci. Gli emigranti italiani, che di quelle pulci ne avevano tante, arrivarono ad Ellis Island e trovarono violenza e accettazione. |
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di Fabio Picchi
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La ricetta di questo mese è arrivare, in qualche modo, in nave, aereo o macchina, a Volos. E prima di affrontare il Pilio basso e il suo mare, affrontate il Pilio alto. Boschi, foreste, mieli, meravigliosi alberghetti in stile ottomano, gente gentile e la più grande cucina che mai potrete trovare in Grecia. |
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di Stefano Pissi
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Se penso alla pianta da frutto, mi viene in mente il melo del mio orto, che cresce storto, a sbalzo su un prato; una sorta di simbiosi con il muro a secco che ne regge l’apparato radicale e lo stesso che, per ricompensa, mantiene fermo il muro.
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