9 Luci della città
Solo materie prime no Ogm per le pietanze del mio teatro
di Giancarlo Cauteruccio   

Share

Quest’anno celebro 20 anni di direzione artistica al Teatro Studio di Scandicci e, nonostante le note vicende economiche del mondo del teatro e della cultura, non potevo non preparare una ricetta d’eccezione.
Nel fare la spesa, fase fondamentale per ogni chef che si rispetti, ho scelto soltanto materie prime no Ogm per preparare le pietanze da offrire ai miei commensali della scena.
Soltanto ingredienti di prima qualità, per allestire questo grande pranzo celebrativo, in cui gli artisti e gli spettatori entrambi testimoni della vita teatrale sia del Teatro Studio che della compagnia Krypton, potessero sedersi alla tavola imbandita per questa ventesima stagione del teatro più contemporaneo dell’area fiorentina e non solo.
Testimoni a banchetto, dunque, che fino a maggio condivideranno azioni e percezioni.
Si guarderanno, si toccheranno, annuseranno, con la stessa grazia con la quale si deve gustare una vellutata di verdure di stagione o uno sformato ai petali di rose.
Da un lato della tavola siederanno alcuni tra gli artisti più riconosciuti del panorama teatrale contemporaneo e dall’altro gli splendidi spettatori del Teatro Studio.
Tra gli artisti: Enzo Moscato dai mediterranei e antichi sapori partenopei, i Motus e Fanny & Alexander con il loro noto agrodolce romagnolo, gli Artefatti coi sapori trasteverini della Roma capitale, i gustosissimi emiliani del Teatrino Giullare, i sapori piccanti calabri di Krypton, i risi e bisi veneti di Babilonia Teatro e naturalmente tanti saranno i sapori novelli della Toscana.
Insomma ingredienti rigorosamente italiani per testimoniare un’Italia nella quale sono proprio i suoi diversi sapori a evidenziarne la qualità e la gustosità. Alla faccia di chi pensa di dover mangiare soltanto le sue pietanze, dimenticando che celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia è l’occasione per compiere un’ulteriore passo verso il riconoscimento di questa nostra terra troppo spesso infangata da assurdità, leggerezze, stupidità di cui ognuno di noi non riesce più a capacitarsi.
Io e molti altri, per fortuna, continuiamo a credere che la condivisione del sapere, della civiltà, dell’arte e del buon gusto restino, nonostante tutto, la materia prima del nostro nutrimento, per gustose pietanze con le quali continuare a imbandire le nostre tavole, i nostri desideri e il nostro futuro.

Share