11 In scena a febbraio
Piccoli teatri crescono in Toscana dalla legalità dei Marziani a C’è del marcio in Danimarca
di Tommaso Chimenti   

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Chi dice che a Firenze, o in giro per la Toscana, non ci sia niente di buono, non apre i giornali. E l’ignoranza, si sa, non è ammessa. Piccoli teatri crescono. Sembrano non accusare la crisi, né tanto meno si sono rassegnati. Non fanno spettacoli ma pièce, non allestiscono cartelloni ma programmi. C’è la sua bella differenza. Parliamo di luoghi, arene aperte dove respirare a grandi boccate. L’hinterland, la periferia, regala soddisfazioni. Prendere la macchina ed andare. Nella cintura fiorentina è spuntato il Teatro delle Spiagge, alle Piagge di don Santoro, diretto dalla compagnia Teatri d’Imbarco con sede in via del Pesciolino. Il karma porta all’acqua, la nascita della vita. Lo chiamano “il teatro sul tetto che scotta” perché sorge sul tetto della Conad con la sua insegna rossissima-tramonto che incendia via Pistoiese. La legalità è al centro della loro poetica: Marziani di Alberto Severi il 12 e 13.
Scendendo nella Piana si incontra il Manzoni di Calenzano che ha visto esplodere il drammaturgo Stefano Massini, ormai pluripremiato e pluritradotto. Una bomboniera gestita dal gruppo del Teatro delle Donne da sempre attivo contro la violenza al femminile: C’è del marcio in Danimarca, diretto proprio da Massini, dal 24 al 27.
Sulla strada verso il mare si trova prima il Funaro, a Pistoia, luogo magico diretto interamente da donne, alla sua seconda stagione, dove si manifestano compagnie ed insegnanti internazionali, da Juan Corazza a Enrique Vargas: Viola di Elisabetta Salvatori, dedicato a Dino Campana, il 19.
Poi il Teatro delle Sfide a Bientina, inventato dal clown (non chiamatelo pagliaccio!) Andrea Kaemmerle: concerto dei Carneigra il 20, tradizione popolare mediterranea e reggae.

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