15 L'intervista
Il brodo ristretto di Marlene
di Monica Capuani   

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Anni fa ho conosciuto un’elegante signora che lavorava nel mondo della lirica, Giovanna Lomazzi. Complici amicizie in comune, un giorno ha accettato di rinunciare alla sua ferrea riservatezza e farsi intervistare. Per dieci anni, era stata accanto a Maria Callas in tutte le sue tournée. Dei suoi racconti, mi è rimasta impressa una nota culinaria. Quando Maria cantava al Metropolitan di New York, Marlene Dietrich era una presenza fissa. La Dietrich era una cuoca straordinaria e si favoleggiava del suo brodo ristretto, che bolliva ore e ore, e per il quale aveva messo a punto una ricetta segreta. Chiunque lo avesse assaggiato, ne era rimasto deliziato. Fare omaggio del suo brodo, era per Marlene un privilegio riservato a pochi eletti. “Maria si era sottoposta anni prima a una drastica cura dimagrante e aveva perso cinquanta chili”, mi raccontò la Lomazzi. “Voleva incarnare il personaggio, e per essere più credibile in scena doveva essere magra. Mangiava soltanto filetto al sangue ed enormi piatti di verdure bollite, rigorosamente scondite. In qualsiasi favoloso ristorante in cui andassimo. Maria non assaggiò mai il brodo di Marlene. Ma io ne ricordo ancora il sapore meraviglioso”.

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