24 Lasciate che i bambini
Gian Lorenzo, il gran maestro pasticcere del marmo avanzato
di Tomaso Montanari   

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Se nella grande cucina delle rovine di Roma antica trovate un po’ di marmi vecchi, potete ri-usarli per costruire un mondo, tutto nuovo, di colori, di macchie, di disegni fantastici. È una vecchia ricetta del maestro Gian Lorenzo: il più gran pasticcere del marmo avanzato.

Allora, se avete, diciamo, un blocco abbastanza grande di Verde antico di Tessaglia (è meglio, ma non essenziale, che sia chiazzato di bianco), tagliatelo a fette per la lunghezza: mi raccomando, fette sottili. Con queste fette procedete ad impiallacciare alcune lesene già preparate allo scopo. Per le paraste, invece, tagliate del Giallo antico di Numidia, stando attenti a mettere a partito le venuzze nere. Davanti alle paraste, ci vogliono, è ovvio, delle colonne: se riuscite a trovarne alcune – tutte intere s’intende – in Breccia africana, sarà davvero perfetto. Ora bisogna pensare alle specchiature: e andrà benissimo dell’Alabastro tartarugato (o, se proprio, non ne avete, va bene anche dell’Alabastro a nuvola), con un nonnulla di Breccia rosa, o di Semesanto. Infine, completate con del Bianco e nero di Aquitania, con del Rosso di Francia, con dell’Alabastro bruno di Sicilia. E, se ne avete, anche con un poco di Lapislazzuli. Ora potete servire la Cappella Cornaro. Accompagnatela con una luce da ottobrata, e con la voglia di giocare con gli occhi. Buon appetito.

Gian Lorenzo Bernini, Cappella Cornaro (particolare). Roma, Santa Maria della Vittoria, 1647-51.

 

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