30 Cinema
Il primo segreto? Non riparare la tv
di Juan Pittaluga   

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Pour faire un bon film il faut parcourir quatre étapes. Premièrement voir tous les films des six réalisateur qu’on aime radicalement. Deuxièmement, ramasser toute la passion et le courage qu’on puisse se trouver et faire un petit film soi-même. Troisièmement, revoir de tous ces films, ceux qu’on aime toujours. Puis alors refaire un nouveau film, un peu plus long, avec plus de passion et de courage qu’avant.

Et là, peut-être, avec un peu de chance, il y aura un film convenable. Si je vous dis que c’est John Huston qui m’a dit ceci? Cela prendrait une autre dimension n’est-ce pas? Mais il ne me l’a pas dit, ou bien pas comme ça, mais autrement, à travers le temps, comme se disent les choses dans la transmission de la culture. La transmission de la culture, c’est le goût. Pour faire un bon film, il faut donc avant tout, avoir un rapport au goût. Le problème avec le manque de goût des films d’aujourd’hui et que le goût s’est effacer avec tout l’aspartame qu’on leur a versé dedans. Cela se voit surtout dans la vitesse inutile (infantilisante) des récits, dans le choix tautologique des mêmes acteurs (stars sans caractère), dans la musique (fast-food) anxiolytique fait pour consommer plus et dans l’excès de plans presque invisible (publicité subliminal. Depuis l’Iliade nous savons que raconter une histoire est avant tout créer un climat, c’est-à-dire faire la cuisine. Je dirais, comme Fellini et Rossellini m’on dit à travers le temps, que pour faire un film convenable, il faut manger chez ses grands-parents le plus souvent possible. Surtout si par miracle, ils n’ont jamais réparé la TV qui s’est cassée il y a si longtemps.

Traduzione:

Per fare un buon film ci vogliono quattro passaggi. Prima di tutto vedere tutti i film di sei registi che si ama radicalmente di più. Secondo raccogliere tutta la passione e il coraggio che si riesce a trovare e fare un piccolo film da soli. Terzo  rivedere tra tutti i film quelli che si amano di più. Poi rifare un nuovo film, un po' più lungo, con più passione e coraggio rispetto al primo. E lì, forse con un po' di fortuna, verrà fuori un film all'altezza.
Se vi raccontassi che è stato  John Huston a dirmi tutto questo? Tutto questo acquisirebbe tutto un altro valore. Ma non me lo ha detto lui, almeno non in questi termini ma in altro modo, attraverso il tempo, alle stesso modo in cui si trasmettono le cose nel mondo della cultura. La trasmissione della cultura avviene attraverso il gusto.
Per fare un buon film bisogna avere prima di tutto un buon rapporto con il gusto.
Il problema con la mancanza di gusto dei film di oggi è che il gusto si è cancellato a causa di tutto il dolcificante artificiale che vi abbiamo versato dentro. Questo si nota soprattutto nell'inutile velocità (infantilizzante) delle recitazioni, nella scelta tautologica degli stessi attori (stars senza carattere), nelle musiche (fast-food) ansiolitiche fatte per consumare di più  e nell'eccesso dei piani invisibili (pubblicità subliminali).
A partire dall'Iliade sappiamo che raccontare una storia è prima di tutto creare un clima, cioè fare cucina.
Direi, come Fellini e Rossellini mi hanno detto attraverso il tempo, che per fare un bel film, bisogna mangiare dai propri nonni il più spesso possibile. Soprattutto se miracolosamente non hanno mai riparato quel vecchio televisore che si è rotto tanto tempo fa.

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