29 Di line e di lane
La fine del mondo parte dall’Asia
di Pietro Jozzelli   

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L’asceta rifugge dal mondo, Vasco sta ancora cercando una vita spericolata, piena di guai. Vecchie contrapposizioni, che il pensiero unico, e debole, quel gran fanfarone, pensava di aver livellato e sconfitto con lo schiacciasassi del tutto uguale a tutto ovvero dell’ininfluenza relativa di ogni scelta. Ricetta sballata se all’aeroporto moscovita di Domodedovo una vedova nera del Caucaso si fa esplodere con sette chili di tritolo uccidendo 38 persone e ferendone 140. Bombe, attentati, kamikaze non sono una novità: uomini e donne hanno sempre coltivato l’arte raffinata di uccidere per dimostrare qualche cosa. Ma in queste stragi che vengono dall’Est c’è qualcosa di mostruosamente esagerato che rimanda agli infiniti rivolgimenti della storia, l’individuo esiste solo come diavolo omicida, l’unica chiavetta d’accesso sembra essere la Bibbia. Anche ad Ovest, in Oklahoma o in Texas, si tenta ogni tanto di mettersi alla pari con qualche bella sparatoria. Ma sono pallide imitazioni: cari amici illuministi, il mondo sta per scoppiare e scoppierà in una sperduta e lontanissima landa asiatica.

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