33 L’orto
di Stefano Pissi   

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Credo nella ricetta come il riassunto ordinato di una moltitudine di prove, sbagli ed esperienze fatte per gli altri da un altro individuo. Alla fine, la sintesi esaustiva di tutto il vissuto viene fissato, scritto, per farne rimanere traccia, chiara e visibile a chi, fiducioso delle esperienze altrui decide di seguirla, q.b. più o meno fedelmente.

Per fortuna delle nostre stagioni ritrovate, almeno da qualche anno a questa parte, adesso in inverno, fa ancora freddo. Lavorando in un orto stavo per eliminare una pianta, in vaso, che all’apparenza sembrava morta e che invece, guardando bene, dimostrava verde vitalità. Era semplicemente una menta. Le pianta del genere menta è della famiglia delle labiate, come salvia, basilico, rosmarino, ecc. La più conosciuta è la menta piperita, chiamata anche menta pepe o erba del diavolo. La menta è una pianta erbacea, perenne, rustica, dalle grandi capacità riproduttive; i suoi rami vicini al suolo – stoloni – strisciano e muovendosi e mettendo radici nuove permettono alla pianta di colonizzare prati e campi. La mia ricetta è di coltivarla nell’orto. In inverno potete riprodurla per divisione del cespo. In primavera lasciate che cresca e progressivamente inizierete ad usarla in cucina; le prime foglioline tenere. In estate quando la pianta aumenterà la sua produzione di foglia e fiori ricchi di oli essenziali, la poterete, per ottenere il materiale verde da far tisane rinfrescanti, da mettere in frigo, o da seccare nell’armadio per le tisane calde, da farsi in inverno. In autunno farete l’ultima potatura, che manterrà la pianta sottoterra, in letargo, per tutto l’inverno. In inverno, a questo punto come in un cerchio, daccapo, ricascherete nel tranello di crederla morta e invece la rivedrete verdeggiare ancora di più, la menta, pianta del diavolo, immortale; per fortuna.

 

Disegno di Lucio Diana

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