4 Sintesi esaustiva
Angeli custodi in silenzio
di Milly Mostardini   

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C’è chi ce li ha, i santi in paradiso, e chi non ce li ha: fa una bella differenza. E c’è chi i santi li sente lontani, distanti: in realtà poco curioso di certe perfezioni. Ci sarebbe un po’ collegata la faccenda dei miracoli: qui servono semmai scongiuri e scaramanzia, non vorremmo ci fosse bisogno di miracoli, per cavarsela alla bene e meglio. Ma tant’è, ognuno ha qualcosa in cui crede, giù il cappello per tutti. Io ho motivo fondato per credere agli angeli custodi. Quelli fanno fatti e non prediche, sono silenziosi, invisibili, a vederli ci potremmo spaventare: ma guarda i risultati, e sei sicuro che sono stati fisicamente presenti, non virtuali. Ti ricorderai, da ragazzino curioso del mondo e incapace di non cacciarti in vari pasticci, come te ne trovavi fuori, zitto e in segreto, con qualche ammaccatura giustificabile per nonni e genitori, passato di colpo da sono all’acqua allo stupore? Imparata la lezione? Mai. Tanto che da adulto, e di più, hai cominciato a riconoscere il soffio lieve dell’ala, a chiamarlo, muto e sicuro: “Vieni, ora”. E se no, come saresti riuscito a scivolare via incolume, nello spazio non calcolabile tra la parete di una galleria dell’Appennino, è notte e piove, e il cofano posteriore dell’auto che ti precedeva, ha fatto testa e coda, e si è messa di traverso davanti alla tua? I custodi arrivano in luoghi imprevisti, con travestimenti impensati: il giovanotto salvatore, apparso nel gran sole estivo dell’autostrada deserta, dalle parti di Modena, dove l’auto mi stava morta tra le mani, si presenta così: “Si rimedia alla svelta, ci mancherebbe, sono un meccanico dell’Alfa”. E io, salva! E lo squillo di telefono, davvero amico, con la voce di un professore francese, mai incontrato prima, che scandisce il tuo nome e chiede di te: mentre tu stai lì, alla portineria dell’unico motel, aperto nella notte di un Ramadan, dove rifiutano di accettarti, ospite inatteso, che ha già pagato in anticipo, ma sei donna, da sola, in un Paese fieramente musulmano, dove tutti sparano solo per festa? Semplice: il tuo custode non si distrae mai, nemmeno in Yemen, né in tanti altri casi. Tocca a te, risconoscerli gli angeli. Rientrando da un teatro, notte buia e gelida quest’inverno, fuori dalla porticina di servizio del liceo, trovi un tavolinuccio con due seggiole e tre ragazzi intabarrati: “Che ci facciamo qui? Noi si occupa la nostra scuola”. Ecco fatto, pensi, ho incontrato gli angeli custodi del futuro. Futuro che forse personalmente non vedrai, per motivi di anagrafe. Ma voi, state saldi ragazzi, voi lo vedrete. Credeteci, fateci da custodi.

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