6 In scena
Miracoli quotidiani che avvengono in una vita di teatro
di Tommaso Chimenti   

Share

I santi, si sa, sono tali, o lo sono diventati e certificati, per i miracoli compiuti in vita. Ci sono piccoli miracoli quotidiani, senza che nessuno si scandalizzi o si offenda, spazi dove è ancora possibile che alcune apparizioni avvengano, che diverse epifanie facciamo il loro sopralluogo. Tu chiamale, se vuoi, emozioni. Ci sono luoghi sparsi dove non si fa cultura in maniera pomposa ma con scansione quotidiana come il companatico, come non se ne potesse fare a meno. In modo semplice e naturale. Firenze e dintorni, dicevamo. Né Lourdes, né Fatima, né Medjugorje. C’è una rete capillare di esperienze, una ragnatela di respiri da cogliere. Dal centro alla periferia, che in fondo è un concetto aleatorio: il Seipuntozero (www.seipuntozero.it) di piazza Piattellina, accanto a piazza del Carmine, diretto da Alessandro Fantechi e Elena Turchi, è un minimalista monolocale di trenta metri quadri che si rifà alla minuscola galleria d’arte di Maurizio Cattelan, la Wrong Gallery di un metro quadrato a Londra. Qui il gruppo Isole Comprese Teatro ha messo in scena quest’inverno, per dieci spettatori a volta, Orazione intima da Artaud, sudato e coinvolgente lavoro con Gillo Conti Bernini. In zona Gignoro l’Exfila (www.exfila.it) ha in mano il polso dell’underground musicale e delle performance indipendenti. Spostiamoci. Area Rifredi: la Cabina teatrale di Saverio Tommasi (www.saveriotommasi.it) dà spazio al teatro civile di parola, due piani in via Romagnosi, dalle storie clandestine alla strage dei Georgofili, da Don Santoro al precariato al nucleare. Proseguendo. Osmannoro: F.A.F. (www.florenceartfactory.com) un capannone di 500 metri quadri dove si svolgono anche concerti per macchine da cucire oppure i Codice Ivan, compagnia vincitrice del premio Scenario, prova, dove si sono esibiti la vecchia e nuova avanguardia da palcoscenico: Laboratorio Nove, Pathosformel, Kinkaleri. “Il manicomio è il condominio dei santi”, dice Ascanio Celestini. Parole sante. Un po’ come il teatro. Oh when the saints go marching in, in sottofondo di grancassa e rullante.

Share