12 Lasciate che i bambini
Santo primo ministro, un’Utopia
di Tomaso Montanari   

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La storia dell’arte conta infinite immagini di santi, ma pochissimi loro ritratti: in genere erano troppo schivi, sconosciuti o indaffarati per posare di fronte a un artista. Tra le poche eccezioni, questa è indimenticabile. San Tommaso Moro era il primo ministro del re d’Inghilterra e volle che Hans Holbein ritraesse non solo lui stesso, ma anche tutta la sua famiglia: i disegni e i dipinti che ne scaturirono sono opere meravigliose e come fuori dal tempo.

A vedere oggi un ritratto come questo sembra che l’equilibrio di Raffaello, la forza vitale di Van Dyck e la mano di Toulouse Lautrec si siano dati convegno, come per magia, su un unico pezzo di carta. E, soprattutto, sembra di stare faccia a faccia con Tommaso Moro, uno dei santi più intelligenti e simpatici della storia. Nella sua più importante opera letteraria (Utopia, 1516), egli seppe scrivere che “dove c’è la proprietà privata, dovunque si commisura tutto col denaro, non è possibile che tutto si faccia con giustizia, e tutto fiorisca per lo Stato”. Nella sua vita seppe esser fedele alla propria coscienza fino a rimetterci non solo la carriera politica, ma anche la libertà e, infine, la testa. Non è un caso se il suo grande amico Erasmo da Rotterdam, gli dedicò l’Elogio della follia. La dolce e saggia follia di un uomo che, rinchiuso nella torre di Londra, la sera pregava così: Dammi un’anima che non conosca la noia/i brontolamenti, i sospiri, i lamenti/e non permettere che mi crucci eccessivamente/per quella cosa troppo invadente/che si chiama io/Dammi, Signore, il senso del buon umore/Concedimi la grazia/di comprendere uno scherzo/affinchè conosca nella vita un po’ di gioia/e possa farne parte anche ad altri.

 

Tommaso Moro in un disegno di Hans Holbein

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