13 Erba voglio
Balsamita benedetta
di Caterina Cardia   

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Erba della Madonna, di San Giovanni, di San Pietro, di Santa Rita, di Santa Barbara, di San Giacomo, di San Giorgio. Sono troppi questi santi e si rischia di fare confusione. Prendiamo un’erba sola che li consideri tutti: la balsamita major è l’erba di San Pietro ma anche l’erba della Bibbia.

Forse per motivi di gerarchia ecclesiastica, nel Medioevo i fiori dorati, che sbocciano per l’appunto a fine giugno, durante il periodo in cui cade la festa del santo, venivano utilizzati come segnalibro della Bibbia. Era una pianta molto stimata in questo periodo per le proprietà curative, veniva utilizzata frequentemente come antispasmodica, diuretica e sedativa della tosse, dalle foglie ricche di olio si otteneva un balsamo per rimarginare le ferite ed era coltivata in tutti gli orti. Adesso in Italia si trova inselvatichita più o meno in ogni regione ma sempre intorno agli orti e ai giardini dove ha continuato a nascere e mai allo stato selvatico perché comunque è una pianta importata dall’Asia. Buonissima per aromatizzare frittate, carni in umido, tortelli e ripieni ha un profumo straordinario, che ricorda la menta e il limone ma è balsamita e se la volete in vaso dovrete trovarla da qualche parte, dividere i cespi prendendone le radici e reimpiantarla in autunno o in primavera considerando che ha bisogno di sole. In estate sulle punture di zanzara applicate le foglie pestate della balsamita e penserete che chiunque l’abbia importata sia un santo.

 

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