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“L’odio non serve a nulla, solo l’amore crea” Parola di padre Kolbe
di Massimo Niccolai   

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Per me che non sono uomo di fede ma esercito la nobile arte del dubbio, parlare di santi è molto difficile. Dico questo perché nel nostro immaginario il santo è colui che, per fede tutto fa o forse dovrei dire che, tutto subisce. Sarebbe utile dunque capire quello che sono i santi.
Pensando a voce alta mi viene da paragonare questi soggetti alle figure eroiche che costellano il firmamento dell’umanità e che nel seguirne le gesta ci hanno sempre rassicurato. Soprattutto da seguirne, in questo caso, le gesta etiche. Ma in questo seguire sento una mancanza, il guardarsi attorno e vedere che le persone sono persone e che tutti i giorni lottano contro le peggiori avversità e che o armati di scafandri o solo della volontà e dal desiderio, semplicemente, dello stare assieme cercano costantemente di rompere quelle barriere che qualcuno che non ama, che non sa amare l’altrui soggetto mette sempre in atto.
Mi piace pensare che anche i santi, quelli canonici, non abbiano fatto altro che, guardarsi attorno e rompere quelle barriere con grande paura e chiarezza ma sicuramente amando. Anche io in questo caso non posso fare a meno di appellarmi ad una persona: Padre Kolbe che ad Auschwitz mentre gli iniettavano una siringa di acido fenico disse al suo boia: “Lei non ha capito niente. L’odio non serve a niente, solo l’amore crea”.

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