31 L'orto
di Stefano Pissi   

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Avete mai provato a coltivare un orto? Coltivare, come scrivere, lascia una traccia, bella o brutta che sia e rimane un segno visibile, memoria indispensabile rispetto al timido pensare. Sono esattamente tre le primavere che coltivo quest’orto. Un orto lontano, ma vicino, difficile da spiegare. Di sicuro ci cercavamo da tempo, poi orto e ortista si sono trovati. Per lui ho rotto la crosta della terra, indurita dal tempo. Come compenso? La fatica, beatitudine del contadino che la sera, ti inebetisce di sonno, ti sprofonda nel letto. Per lui ho reciso rovi, a fare luce in quelle aiuole già gravide di semi in attesa. Come compenso? Verdura fresca e fiori. Insomma reciprocamente ci siamo coltivati e le mani portavano calli di soddisfazione e la terra era un letto arioso e leggero, fertile d’amore. Ci siamo coltivati nonostante sapessimo che poteva non essere eterno, insieme si fanno tratti di strada, ogni meta una nuova vittoria. Santità? Non esageriamo, per carità! Per me quotidiana azione cosciente e continua, magari discreta, un bel pensiero applicato, per il futuro si vedrà.

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