6 Caos Multisale
Una legge “ad Novolim”
di Adriano Sofri   

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Non ci vado mai al cinema. Dai tempi in cui si diceva: andiamo al cinema. Tutt’al più si diceva: il pidocchietto, il cinema dell’oratorio, il cineforum. Poi, magari, la multisala. Ora ne sento tanto parlare, a cena. Conversazioni roventi. Imparo che ci sono i multiplex, e che si dividono in megaplex, cityplex, e quelli di mezzo (si chiameranno mediaplex?). Vogliono ammazzare le sale indipendenti, desertificare il centro delle città, dicono gli uni a cena. Gli altri obiettano: ma le sale storiche sono già chiuse o stanno per chiudere per conto loro, perché le abitudini sono cambiate, e perché le vostre gestioni di cinefili fanno morire di noia. Ah, replicano i primi, e non vi importa niente che tutto il circuito dei multiplex finisca nelle mani di un paio di padroni? E che, grossi come sono, saranno liberi di decidere che film proiettare sui loro schermi, e poi anche che film produrre e importare? Può darsi, rispondono gli altri, però qui ora non si tratta dei duopolii, ma solo del multiplex di Novoli, e a voi snob non piace un posto fuori mano e popolato come Novoli, a parte il fatto che non è più fuori mano. E così via. Una discussione così era cominciata quando andai in galera, l’ho ritrovata tale e quale una dozzina d’anni dopo. Finché alla fine di maggio la cosa ha preso una piega svelta. Il consiglio regionale ha votato una correzione alla legge. La correzione stabilisce tre categorie. Quelli sotto le cinque sale non potranno avere più di 700 posti complessivi. Quelli oltre le otto sale dovranno avere una distanza di almeno 15 km da altre sale. Quelli medi, fra le cinque e le otto sale, non hanno nessun vincolo né di numero di posti né di distanza. Ora, una divisione in categorie che fissa i vincoli di due e non della terza è una cosa piuttosto buffa, e infatti si spiega con la questione di Novoli. Però, piuttosto che votare un’assurdità come una legge che per soccorrere, magari a ragione, una situazione particolare, prende un valore universale, è meglio votare una norma ad Novolim. Come nel Parlamento nazionale, no? In Consiglio regionale, l’Italia dei Valori ha votato contro, forse per convinzione, forse perché le piace punzecchiare il Pd. Il Pd (e Rifondazione) ha votato a favore. La Lega è uscita dall’aula per assecondare il voto favorevole. Si poteva fare di meglio.

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