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Giovani registi russi crescono
di James Bradburne   

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In recent decades, it seems to me contemporary cinema has taken an odd turn. Hollywood remains a paragon of technical excellence, but its production values are only a shell - mere appearances do not make great film. American cinema is now largely blockbusters and uncritical remakes void of any interest outside of their special effects, created to feed a seemingly insatiable market of waking somnambulists.

On the other hand, contemporary Russian film is exciting, edgy and intelligent. Young Russian film-makers - some of them still in their twenties - are now turning out some of the best films anywhere today. Heirs to a long film-making tradition, where Mosfilm and Lenfilm created powerful portraits of Soviet life - often quietly subversive - without attracting the censor’s attention, the new generation of post-1991 film-makers have been taking the skills of their parents into the 21st century. Almost without exception, the most moving, funny, emotional and intelligent films I have seen in the last ten years are by young Russians. These films include popular films such as Valery Todorovski’s The Lover (2002) and Stilyagi (2008), Oksana Bychkova’s Peter FM (2006) and the bilingual Plus One (2008), Fyodor Bondarchik’s Zhara (2007), as well as art films including Anna Melikyan’s Russalka (2008), and Waldemar Krzystek’s Russian-Polish Mala Moskva (2008). To this list can be added the eccentric comedies of Aleksandr Rogoshkin, as well as his more serious works such as Transit (2008). The only tragedy is that these films - even those like Bakhtiar Khudojnazarov’s Luna Papa (1999) - are still not widely available in translation. If they were, we would find ourselves watching contemporary Russian films more often.

 Traduzione:

 Mi pare che negli ultimi decenni il cinema contemporaneo abbia preso una strana piega. Hollywood rimane un riferimento di eccellenza tecnica, ma i suoi valori di produzione non sono che un guscio - e le semplici apparenze non bastano a fare un grande film. Il cinema americano è ormai in larga parte fatto di kolossal e scarni remake privi di alcun interesse se non per i propri effetti speciali, creati per soddisfare un mercato apparentemente insaziabile di sonnambuli ad occhi aperti. D'altra parte, il cinema contemporaneo Russo è eccitante, acuto ed intelligente. Giovani registi russi - alcuni dei quali poco più che ventenni - stanno producendo alcuni dei migliori film mai prodotti. Eredi di una lunga tradizione cinematografica, dove il Mosfilm e la Lenfilm hanno prodotto potenti ritratti della vita Sovietica - spesso velatamente sovversivi - senza attrarre l'attenzione dei censori, la nuova generazione di registi del post-1991 ha portato le capacità dei propri padri nel 21esimo secolo. Quasi senza eccezioni, i film più commoventi, divertenti, emozionanti ed intelligenti che ho visto negli ultimi dieci anni sono di giovani russi. Questi includono film popolari come The Lover (2002) e Stilyagi (2008) di Valery Todorowski, Peter FM (2006) e il bilingue Plus One (2008) di Oksana Bychkova, Zhara (2007) di Fyodor Bondarchik, così come film artistici tra i quali Russalka (2008) di Anna Melikyan e il russo-polacco Mala Moskva di Waldemar Krzystek. A questo possono essere aggiunte le commedie eccentriche di Aleksandr Rogoshkin così come altri suoi lavori più seri, come Transit (2008). L'unica tragedia è che questi film - persino quelli come Luna Papa (1999) di Bakhtiar Khudojnazarov - non sono ancora disponibili tradotti. Se lo fossero, ci ritroveremmo a guardare film contemporanei russi molto più spesso.

Traduzione dall'inglese di Vieri Sturlini

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