17 Esperienze
The Reader, come la prima volta
di Francesco Cury   

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Prima erano i cartoni animati, poi i lupini. Li prendeva mio padre nel piccolo bar con qualche spicciolo che aveva sempre, per abitudine, nella tasca destra della giacca. La scelta del film era la sua, l'entusiasmo e l'eccitazione tutte mie. Anni che la conosco, quella sensazione, anni che la sento, anni che ogni volta che guardo lo schermo la cerco. Si dice che, per chi ha una dipendenza, la vita si esemplifichi nella ricerca perenne dello stesso primo viaggio. Il mio è stato all'inizio degli anni 90' e avevo 8 anni, forse Philadelphia di Jonathan Demme. Sul vialetto d'uscita, a passo delle alte mura che chiudevano l'arena estiva di Forte Belvedere. Potenza e vita, la grandezza e la luce che attraverso la retina penetrano e Bum! Si imprime irrimediamilmente, plasma e accarezza, scolpisce e convince, che tu voglia o non voglia. Stato indefinibile, mi prese improvviso, inaspettato, sconosciuto. E lo sentii, lo percepii perfettamente. Sensazione di momentanea inadeguatezza al mondo. Come un sogno, un onirico capogiro. I passi si fecero leggeri sulla ghiaia, i suoni ovattati alteravano le mie percezioni, gli occhi umidi perché forse avevo pianto. Avevo visto il mio primo film. Oggi, nuovamente emozionato, come mia prima indicazione, The Reader di Stephen Daldry.

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