22 La valigia dell'attore
Quando facevo la raccolta di figurine dei “Magnifici Sette”
di Alessio Sardelli   

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Anni ’60 ero un piccolo monello che per andare dal giardino di Annalena, in via Romana, alla Porta impiegava di corsa una manciata di minuti, che tempi. Ora che ripercorro quelle strade con passo decisamente più lento e soffermandomi davanti a sale cinematografiche inesorabilmente chiuse, ripenso ai film che da pischellino mi affascinavano e che mi hanno avvicinato al mondo meraviglioso delle ombre elettriche.

L’isola Misteriosa di Giulio Verne, dove un gruppetto di uomini ha a che fare con animali giganti, addirittura un pollo alto dieci metri che poi ucciso, se lo mangiano avidamente. Maciste all’inferno dove lo aspetta un mostro a tre teste e poi il primo film di fantascienza a colori Il pianeta proibito dove tra mostri dell’Id , uno scienziato mezzo matto e Roby il primo robot, appare un’affascinante ragazza in minigonna di cui io mi innamorai subito.Tutti i film di Louis De Funès, un piccoletto nervoso, ispettore francese, ossessionato da Fantomas. Per un pugno di dollari, I magnifici sette di cui facevo la raccolta di figurine dentro quegli album gonfi di colla Coccoina. Si piangeva con Gianni Morandi e Laura Efrikian, sua prima moglie, con In ginocchio da te e ci si sbellicava dalle risate con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Tutto questo accadeva all’Astor (ex Esedra), all’Artigianelli, al Goldoni. Tutte sale che oggi sopravvivono solo nei ricordi. All’Astor c’è un supermercato, all’ Artigianelli un magazzino anche se nel suo ex bar i Ragazzi di Sipario gestiscono con bravura un ristorantino e poi il Goldoni cinema che ospita tutto quello che non serve più. Ho visto con i miei occhi scaricarci una vecchia cucina. Beh, a qualcosa serve. Ma il cinema, di per se non è morto, sopravvive ad ogni tentativo maldestro dell’invidioso piccolo schermo, ed io ora che ho avuto il grande privilegio di viverlo in prima persona cioè di vivere sui set cinematografici, di stare davanti all’occhio della macchina da presa, sento che questa meravigliosa invenzione non finirà mai di stupirci e di tenerci incollati davanti al grande schermo. W il cinema!

 

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