28 Un verre de vin rouge
di Ugo Federico   

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Ogni qual volta stappo una bottiglia di vino dapprima sono curioso, poi emozionato e alla fine anche un po’ critico. In effetti è come quando decidi di andare al cinema per vedere un film in una fredda domenica d’inverno. Ho visto numerosi film e ho aperto forse ancor più bottiglie, ed entrambe le cose possono arricchirti o renderti ahimè più povero. Ricorderò sempre il Dom Pérignon acquistato per la prima volta solo perchè James Bond in Goldfinger ne stappa una del 1953. Emozione incredibile, se chiudo gli occhi posso ancora sentire il profumo di pesca matura e di pasticceria secca e poi la morbidezza e l’eleganza di questo inimitabile Champagne. Oppure i soldi investiti per comprare l’indimenticabile Chateau Cheval Blanc bevuto da solo per smaltire una delusione amorosa proprio come il protagonista di Sideways che in un fastfood ne beve una del 1961 in una tazza di plastica da caffè. Vino immenso e raro che eccezionalmente ti arricchisce e allo stesso tempo ti rende più povero.

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