1 Lo scoop
Goya l’aveva “fotografato” 200 anni fa
di Tomaso Montanari   

Share

 Francisco Goya, Quarta incisione della serie dei Sogni, 1815-1823

 

Il nano gigante dai capelli di asfalto inalbera un ghigno diabolico: il sorriso vorrebbe conquistare, ma svela denti da carnivoro. Si finge affabile, divertente: suona le nacchere. Il suo pubblico è una ragazza ingenua, credula, che pende dalle sue labbra come in trance, inchiodata da una creatura orribile che la afferra alle spalle. Quella ragazza è l’Italia: prigioniera dell’ignoranza, dell’egoismo, della paura. L’osceno pagliaccio danza, vuol apparire innocuo. Ma dai suoi lombi spuntano teste mostruose, che lo tradiscono. Quei mostri sono lo scempio dell’etica pubblica e della legalità, il disprezzo della donna, l’arbitrio del denaro, l’alleanza con la mafia. Goya tutto questo l’aveva visto in sogno: ne aveva visto perfino il volto, in un incubo profetico di duecento anni fa. Noi, in quell’incubo, ci siamo sprofondati da diciassette. Quando arriverà l’alba?

 

 

IL NOSTRO MANIFESTO "...SEGUI LE ACCIUGHE..."

 

"Danza spagnola" di Manuel de Falla, eseguita da "Duo Oblivion"
Fabio De Ranieri chitarra - Roberto Cecchetti violino
tratto dal disco "Linea di Confine"

Share