2 Emozioni in palcoscenico
Brasile, l’ultimo miracolo è un’esplosione di teatro
di Francesca Della Monica   

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Bellezza che sconfina è il cammino creativo di Gabriel Villela, grande regista, scenografo, costumista e poeta della scena del teatro brasiliano e del mondo. Il luogo dove nasce la sua creazione è un orto concluso, un atelier rinascimentale che comincia a prender forma ancora prima dell’inizio delle prove e a popolarsi di tessuti, broccati, nastri, monili che provengono da tutto il mondo e che nelle mani di abili sarte, artigiani sapienti, e nei gesti mitopoietici di Gabriel danno forma ai corpi gloriosi degli attori. Sì, perché Gabriel trasforma i panni, gli oggetti, i colori del mondo tradizionale in materia organica, incandescente, pulsante e quindi in archetipi universali, in spinta mitica. La stessa sensibilità che ha il suo tatto, a cogliere le trame più sottili di un tessuto, la grana di una superficie, ha anche la sua vista che subito riconosce un ordine formale e cromatico nei magmi più indistinti e ha il suo orecchio che coglie, fruga, indaga nelle pieghe del discorso, della parola, del suono! Un teatro umano e trascendente, reale e iperuranico. La tradizione costantemente in contatto con il potere rinnovatore dell’eresia che sola può garantirne il perpetuarsi. Gabriel costruisce una scena rapidissimamente, producendo una sintesi parossistica di simboli, racconti, memorie segni. Consegna a chi assiste a questo miracolo, il germoglio di un fiore, direbbe Zeami, pronto ad esplodere di vita. Ama il corpo, l’anima e l’aura dell’attore e lo spinge a conoscere un sé fino ad allora sconosciuto; a far apparire la bellezza ultrasensibile. Questo è solo un barlume della mia esperienza, come studiosa della voce, assieme ai suoi grandissimi collaboratori di sempre Babaya e Ernani Maletta, nel primo mese di prove di Ecuba di Euripide. Emergo da un’esperienza che mi ha cambiato, perché proveniente dall’altro mondo e da un altro mondo, dove ancora il potere del microcosmo teatrale ha la capacità di attraversare e trasformare gli uomini, le donne, le idee, le mitologie.

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