12 Una stella a Firenze
La Tebaide, un capolavoro visionario che gioca in anticipo su Freud
di Stella Rudolph   

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Il movimento del Surrealismo lanciato dal Manifesto di André Breton nel 1924 investì l’arte e la letteratura di quel tempo traendo linfa dalle recenti teorie psicologiche di Freud e quelle filosofiche di Bergson allora di moda: ma di codeste percezioni relative al sogno liberatorio, ivi codificate, ci furono delle curiose avvisaglie nei secoli precedenti.

Tra le quali vale la pena segnalare l’affascinante tavola esposta agli Uffizi raffigurante La Tebaide, cioè “il luogo solitario e deserto, comunque silenzioso e tranquillo, adatto alla vita ritirata e contemplativa” […] “il rifugio, luogo appartato in cui si ritirano gli eremiti per vivere santamente in meditazione” (secondo il Grande Dizionario UTET). L’immagine, tanto fiabesca quanto metafisica, è imbastita sull’ossimoro di un lunare paesaggio terrestre sospeso come una piattaforma galleggiante tra il cielo e un mare solcato da vele. In questa striscia di brulle montagne, chiese, castelletti, antri e celle, si muove una ventina di eremiti, viandanti in piena libertà e ciascuno per il fatto suo alle prese con i casi della vita (un funerale, la cura dell’orto, ecc.) e la sublimazione di essa in una solitudine potenziata non già dal recinto murato di un convento bensì dalla stessa natura: cassa di risonanza che coniuga, attraverso gli sparpagliati episodi frammentari di un sogno recuperato dalla tradizione monastica benedettina e poi filtrata attraverso la lezione francescana (vedansi gli incontri cogli animali), pensiero ed afflato verso un infinito sempre misterioso e sfuggente. Poiché si tratta di un capolavoro per quanto riguarda la qualità eccelsa ed il messaggio che enuclea, l’attribuzione di questo dipinto è stata dibattuta lungo parecchi decenni – lo si fissa cronologicamente proprio verso il quarto decennio del Quattrocento eppure è ancora da identificare con certezza il pittore che vi traspose tutto l’armamentario del tardo-gotico fantasioso del tipo Lorenzo Monaco durante una congiuntura appena segnata dal più concreto realismo di Masaccio e Donatello che fondò il Rinascimento figurativo in auge.

"Tebaide", dipinto conservato nella Galleria degli Uffizzi a Firenze

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