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Come fare un tuffo nella propria interiorità
di Massimo Niccolai   

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Automatismo psichico puro con il quale ci si propone di esprimere, sia verbalmente che in ogni altro modo, il funzionamento reale del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale.

Con queste parole l’umanità ha fatto un tuffo nella propria interiorità. E ci porta inevitabilmente a quella figura così notevole come il buon Sigmund che ci ha posto su uno specchio la parte nascosta di noi, quella parte splendida che non conosciamo e che sempre cerchiamo disperatamente di nascondere perché la profondità tendiamo sempre a demonizzarla.

Poiché ci fa scoprire qualcosa che si avvicina a quel fatidico e inevitabile momento in cui ci chiediamo, con estremo pudore e senza dubbio, paura: ma chi siamo, ma cosa ci facciamo e soprattutto perché facciamo ciò che facciamo. E allora diventano guai seri. Gli artisti e gli scienziati che hanno percorso questo territorio così impervio hanno permesso di intraprendere una via per la conoscenza e la libertà dell’uomo e la sua autonomia. Direi senza dubbio una provocazione che ha scatenato un bel putiferio. Adesso il problema è capire se possiamo continuare a dare al termine surrealismo sempre quella definizione. Perché quella ci porta nel mondo della conoscenza e questa prima o poi ci fa agire mentre per ora non riesco a vedere per il genere a cui appartengo, nonostante molti cerchino fortemente di reagire, un grosso futuro di autonomia. Sicuramente la semina di cose nuove è già avvenuta; non resta che aspettare, lavorando a che ciò avvenga: una nuova crescita.

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