20 Il popolo del blues
La notte in cui i Jefferson Airplane volarono sul cuscino surrealistico
di Giulia Nuti   

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La notte del 17 giugno1967 c’era grande attesa per i Jefferson Airplane sul palco del Monterey Pop Festival, per la seconda di tre sere che avrebbero cambiato per sempre la storia della musica. Fu il celebre festival in cui Jimi Hendrix dette fuoco alla chitarra e in cui gli Who, per non essere da meno, sfasciarono gli strumenti. Su quel palco vicino a San Francisco si esibirono i grandi della psichedelia, alcuni prima ancora di diventare grandi: The Mamas & The Papas, Moby Grape, Paul Butterfield Blues Band, Janis Joplin, Quicksilver Messenger Service. Ravi Shankar con il suo sitar incantò il pubblico per oltre tre ore. L’India sbarcava tra le braccia di un’America che viveva un momento nel tempo veloce come un fulmine: quando l’estate dell’amore sarebbe diventata un fenomeno ben più grande e noto oltre i confini della California, lo spirito di quella primissima cultura hippie, genuino e sognante, si sarebbe diluito come una goccia d’acqua nell’oceano. Proprio i Jefferson Airplane, quella sera, erano attesi come l’emblema del nuovo San Francisco Sound. “La loro musica è surrealista come un cuscino”, aveva detto di loro Jerry Garcia, amico e chitarrista dei Grateful Dead. E loro chiamarono il loro secondo disco, fotografia di quel preciso momento nel tempo, proprio così: Surrealistic Pillow.

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