28 L'orto
di Stefano Pissi   

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Salamanna, Albarola, Pizzamosca, sono alcuni vitigni a bacca bianca; Formicone, Cannella, Brunelletto sono alcuni vitigni a bacca nera che si scoprono girando per i nostri orti. La vite, solitamente allevata a spalliera - a coprire muri o far da confine – possiamo vederla anche crescere come pergola, tetto vivente, che ci ristora dal caldo di queste estati torride.

Alla fine di questa stagione anche la vite, pianta dalle profonde radici, ha iniziato ad accusare la siccità, che ancora ci accompagna, lo dimostrano le foglie che si stanno seccando e gli acini sui grappoli appesi che si aggrinziscono tramutandosi, da frutta fresca, in caramelline dolci e saporite. La vite è la prima pianta che ho iniziato a osservare, a potare e curare durante il passaggio delle mie e delle sue stagioni che contraddistinguono il nostro clima mediterraneo. In inverno la si ritrova scheletro. Fissa ai venti di tramontano le viti riorganizzano un discorso mantenuto segreto negli occhi chiusi - così i contadini chiamano le gemme della pianta. In primavera. L’aria che da aspra si addolcisce, carezza la vite che si sveglia con cautela, e allora gonfia di linfa e apre i suoi occhi alla luce, un discorso sussurrato. In estate libertà. Il progetto si spiega, il discorso da sussurro passa a grido di gioia e pubblicità, che lo si può oltre che sentire anche vedere; si palesa nei tralci, nelle foglie, nei fiori e poi nei frutti. In autunno a giochi fatti ci sono i chicchi che solidali cittadini del grappolo sono maturi e quindi pronti per il ripetuto procedimento surreale – nato per errore - che dal frutto poi ci ritroviamo il vino.

Disegno di Lucio Diana

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