3 Editoriale
Acqua Politica
di Fabio Picchi   

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L’anno sta per finire. E ancora siamo qui a cercare di capire quel che lasceremo nell’andare incontro a quest’inverno che si presenterà freddo, ma non tanto da farci dimenticare la lunga estate passata. Il sole ci ha ubriacato con il suo pesante caldo ma ci ha comunque sospinto verso acque rinfrescanti, mare per chi ha potuto, docce per chi ha dovuto, ma sempre e comunque acque rigeneratrici, capaci di mondarci dai sudori e dagli umori. Acque che ci danno sempre la sensazione di esserci amiche, benevole nel dissetarci, nell’annaffiare i nostri vasi, i nostri orti, e per i nostri campi e mai sono state così preziose come nell’assenza di questa passata stagione dove, ad esempio, i nostri olivi anno patito per la sua mancanza. Acqua benevola dunque quando c’è. Mai maledetta anche quando, abbondante, arriva inondando. Lo sappiamo bene noi fiorentini nati prima del 4 novembre 1966. Chi dunque dovremo maledire, quest’anno come innumerevoli altre volte, per i morti di alluvioni rapide ed assassine nello strappare la vita, questa volta, sulle coste della civile Toscana e della civile Liguria? “Piove, governo ladro!” urlavano ortolani di altri tempi nei mercati mattutini, e noi, ragazzi allora studenti, li ascoltavamo ridendo. Forse sbagliavamo perché il Governo delle Acque è cosa fondamentale. E se il governo è ladro nel non governare ecco che si comincia a capire l’utilità e la necessità della buona politica.

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