10 In scena
Si ritorna a ridere in Casa Gori
di Tommaso Chimenti   

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FIRENZE – Castagne e vin brulè per la pancia, teatro per la mente. Il teatro non va mai in vacanza, non stacca mai. Un novembre carico questo, come neve sugli abeti. Il ritorno del Benvenuti in casa Gori dell’ex Giancattivo, ma in forma collettiva e collegiale, come nella pellicola, al Teatro di Rifredi nei fine settimana dal 3 al 13, con dieci attori capitanati da Carlo Monni e da Anna Meacci: esilarante. I grandi affabulatori per eccellenza, mai passati di moda e mai schiacciati dal nuovo teatro tutto tecnologie e raggi laser: si parla d’Italia, con ancora negli occhi i festeggiamenti, a volte superficiali ed ipocriti per i 150 anni dell’Unità tricolore: Marco Baliani al Puccini con Terra promessa (5, 6 al Teatro Puccini), e nessun aggancio a Eros Ramazzotti, ci racconta nel suo modo unico ed autentico di Briganti e Migranti, quello che siamo stati, quello che tutt’oggi siamo. Ascanio Celestini con Pro patria (11, 12 sempre al Puccini), invece incentra la propria dialettica fine e retorica dove miscela con sapienza l’alto ed il basso, i documenti con la borgata, su “i morti e gli ergastolani che hanno una cosa in comune, non temono i processi; i morti perché non possono finire in galera, gli ergastolani perché dalla galera non escono più”. Anche qui i fili portano alle storiacce tutte italiane, di misteri e insabbiamenti, di collusioni e rumors di corridoi, di processi e mezze verità brandite come spade. Parole, parole, parole. Mai inutili, mai fini a se stesse. Alessandro Bergonzoni con Urge (il 16 al Nazionale di Quarrata) ancora con i suoi sublimi giochi di parole che donano infinito alle affermazioni banali e compiutezza di senso ai luoghi comuni triti: un piacere per il timpano, una soddisfazione per i neuroni rimasti. Consigli per gli acquisti. La novità di Roberto Bacci, che ancora insiste con piacere e gusto sul filone pirandelliano, tocca Gengè, in prima nazionale dal 22 al 27 novembre e dal primo al 4 dicembre al Teatro Era di Pontedera, ovvero tratto da Uno, nessuno e centomila. Continuando a misurarsi con tutte le possibilità, opzioni, derive lucide, ruoli e personaggi che albergano dentro ognuno di noi.

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