14 La valigia dell'attore
Dopo la cena della beffa tornai in tempo per gli applausi
di Alessio Sardelli   

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Tanti anni addietro mi trovavo a recitare in uno dei più famosi teatri italiani: il Quirino, ora Gassman, di Roma.
Teatro prestigioso, paga buona, ma parte piccola, ma così piccola che in un’ora e mezzo di rappresentazione io apparivo per qualche minuto all’inizio e poi ai saluti finali!
Quindi che fare in tutto questo tempo?!
Di solito l’attore sta in camerino con l’altoparlante acceso e in campana, pronto per entrare in scena, ma non era il mio caso, quindi cosa fare?
Attaccato al teatro, ma direi proprio appiccicato, c’era un ottimo ristorantino, che proponeva dei piatti succulenti e così profumati che si potevano gustare con le narici sin dal mio camerino, dove mi trovavo in compagnia di una povera mela che mi ero portato da casa.
Ebbene, sbirciando dal minuscolo finestrino, vidi che proprio a dieci centimetri dall’uscita riservata agli artisti, c’era un tavolino libero e pronto per me!
Il mio costume di scena essendo di fattura umile,un po’ pissero*, mi permise di sedermi tranquillamente, a parte il cerone che mi calcava pesantemente il viso, senza dare troppo nell’occhio.
Senza saltare una portata arrivai fino all’amaro, gustandomi con vero piacere quella meravigliosa cena, allorchè fui colpito nientepopodimenochè da un improvviso ritorno al dovere, pagai frettolosamente, salii come un fulmine le scale di servizio, e per un destino favorevole entrai in scena perfettamente in tempo per i saluti.
Applausi calorosi!
Al rientro nei camerini un collega notando la mela solitaria e un po’ ammaccata, appoggiata sul mio tavolo, disse con tono ironico: “una mela al giorno leva il medico di torno”.
Ciao bello noi andiamo a cena!
Vieni?”. Me ne andai sorridente borbottando tra me e me: “No io non vengo grazie, sono a dieta”.
 
*
Pissero = dialettale fiorentino, persona o cosa insignificante, perbenino in modo caricaturale.

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