15 Prospettive
Festeggiare i 150 anni dell’Italia aprendosi al mondo
di Monica Capuani   

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Sono andata a Torino a vedere alcuni spettacoli della rassegna Prospettiva 150. Stranieri in patria, a cura di Fabrizio Arcuri e Mario Martone. Il tema scelto per festeggiare l’anniversario della mai tanto problematica Unità d’Italia mi è sembrato assolutamente appropriato. La rassegna si è aperta con Die Nacht kurz von den Wäldern di Koltes, diretto da Antonio Latella, monologo estenuante per lo straordinario attore tedesco Clemens Schick, che correndo letteralmente in scena per un’ora e mezzo racconta l’angoscia montante e la fatica mortale di uno straniero in una città aliena. La sera dopo, è stata la volta del regista polacco Krystian Lupa, che ha proposto Prezydentki dell’austriaco Werner Schwab, morto a 35 anni nel ‘94. La discesa in un degrado folle e onirico di tre donne che vivono tra l’eco continua del televisore e il bigottismo religioso, l’umiliazione del presente e il ricordo del passato. Il cortocircuito con l’Italia di oggi è stato impressionante. Infine, il magnifico Susan, di Herbert Achternbusch, diretto dal tedesco Thomas Ostermeier, 42 anni, direttore della Schaubuhne di Berlino dal ‘99, al quale quest’anno la Biennale Teatro di Venezia ha assegnato il Leone d’Oro. Storia di una donna alla ricerca della propria identità, raccontata in quadri che si susseguono in intervalli cadenzati di dieci anni. Festeggiare il compleanno del nostro Paese urlando la necessità di aprirsi al mondo mi è sembrato pieno di senso.

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