19 L'erba voglio
Occhio a quei fiorni rosa: fanno miracoli
di Caterina Cardia   

Share

In questa grigia stagione ci sono ancora dei bei fiori che colorano di rosa molti muri e rocce dell’Italia centro settentrionale; se vi capita di vederne alcuni sappiate che state guardando il sedum telephium, conosciuto con i nomi popolari di erba della Madonna o erba da calli. La tradizione popolare, infatti attribuisce a questa pianta grassa, appartenente alla famiglia delle crassulaceae, interessanti proprietà vulnerarie. Le foglie fresche e spellate erano considerate detergenti, disinfiammanti, cicatrizzanti, analgesiche, emollienti e cheratolitiche, in grado cioè di ridurre l’ispessimento eccessivo dello strato esterno della pelle e per questo venivano impiegate, sempre per uso topico, nel trattamento di calli e duroni. Il sedum telephium viene utilizzato ancora oggi e con successo da molti naturopati e se volete provarne l’applicazione dovrete memorizzare adesso che è ancora in fiore (perché è la comparazione del fiore, come per tutte le altre piante, che ne permette l’identificazione precisa) un luogo salubre di raccolta e tornarvi l’anno prossimo a fine luglio, raccoglierne le foglie, lavarle, asciugarle e metterle in un contenitore a chiusura ermetica in congelatore, dove si conserveranno perfettamente per le applicazioni di un anno intero. Al momento del bisogno si farà scongelare la foglia per 5 minuti a temperatura ambiente, si toglierà la pellicola della parte inferiore e si applicherà sulla zona da trattare fissandola con un cerotto e rinnovando l’applicazione ogni 12/16 ore. Sopra piaghe, ulcere, necrosi cutanee, ne dissolve le parti superficiali portando in superficie e favorendone il trofismo, il tessuto di granulazione sottostante favorisce la formazione degli ascessi e ne calma il dolore. Come ogni pianta grassa il sedum contiene molta acqua che gli permette la sopravvivenza durante le siccità prolungate e per questo motivo in campagna le donne in età da marito che intendevano sposarsi usavano attaccarne in casa un paio di fusti fianco a fianco: se fossero cresciuti in modo uguale la sposa si sarebbe trovata bene con il marito scelto, se invece fossero cresciuti in modo diverso le prospettive sarebbero state tristi, se poi uno fosse appassito, eventualità improba ma probabile, la morte dell’amato sarebbe stata prossima. Non è chiaro come distinguere il fusto che rappresenta lo sposo da quello che rappresenta la sposa. Io sono in età da marito ma non mi azzardo a provare perché non voglio avere nessuno sulla coscienza, tantomeno me.

Share