25 Cinema
Nuove frontiere del cinema
di Juan Pittaluga   

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On dit souvent que les grands bouleversements dans le cinéma sont le passage au sonore, à la couleur et éventuellement à la 3 d, on parle peu de l’influence de la chaine digitale, qui est surtout visible dans les prises de vues plus longues au tournage. Depuis 10 ans le numérique a pris presque toutes les étapes de la fabrication et projection des films en main.

Parmi ces étapes celle qui me semble a une influence silencieuse mais cruciale est l’evolution géniale des logiciels de montage, comme Avide, Final Cut ou Pro tools, on se retrouve à fabriquer un film dans un confort du détails, on travaille les images par 25 photogrammes à la seconde. Combien de choses voient nos yeux par seconde? Mais ce qui m’étonne le plus est la capacité des montages sonores qui accumulents les pistes jusqu’à l’inaudible. Est-ce que le cinéma évolue vers ce lieu fabuleux, ou l’oreille capte beaucoup plus que ce que les yeux voient? On est parfois manipulés, c’est vrai, avec cette addiction au son des grands films, mais en dehors de cela, les possibilités qui se sont ouvertes dans la création du son et un chemin directe vers l’émotion dont le cinéma avait toujours rêvé. Un bon film reste une histoire bien racontée, mais cette peau intime d’un langage aussi accessible a nos instincts, va sans aucun doute changer la relation entre créateur et public.

 

 

traduzione:

Si dice spesso che i grandi cambimenti del cinema sono dovuti al passaggio al sonoro, al colore ed eventualmente al 3D. Si parla però poco dell'influenza del digitale, che è riconoscibile soprattutto nelle riprese più lunghe al momento dell registrazione. Da 10 anni il digitale ha occupato quasi tutte le tappe della creazione e della proiezione dei film. Tra queste tappe quella che mi sembra abbia un'influenza silenziosa ma cruciale è l'evoluzione geniale dei programmi di montaggio, come Avida, Final Cut o Pro Tools, con cui ci si trova a costruire un film con la massima comodità di dettagli, si lavorano immagini da 25 fotogrammi al secondo. Quante cose riescono a vedere i nostri occhi in un secondo? Ma quello che mi sorprende di più è la capacità, nel montaggio sonoro, di accumulare piste audio fine all'impercettibile. Forse il cinema sta evolvendo verso quel luogo fantastico, dove l'orecchio coglie molto più rispetto a quello che vedono gli occhi? Siamo a volte manipolati, è vero, dalla dipendenza ai suoni dei grandi film, ma apparte questo le possibilità che si stanno aprendo nella creazione del suono è un cammino diretto verso le emozioni di cui il cinema aveva sempre sognato. Un buon film rimane sempre una storia ben raccontata, ma questa pelle intima di un linguaggio accessibile anche ai nostri istinti, cambierà senza dubbio la relazione tra creatore e pubblico.

 

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