12 Dall'Armenia
Quello che bolle senza fiamma
di Sonya Orfalian   

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Derevì dolmà è uno dei piatti dei piatti tradizionali che gli Armeni condividono con molte altre genti d’oriente.
La foglia (di vite, in questo caso) serve ad accogliere e poi ad avvolgere il ripieno di riso e carne che, ben condito di aromi e spezie odorose, conduce con sé un intero universo di sapori e di sapienza. Un piccolo involtino delicato, un minuscolo scrigno che racchiude e protegge segreti antichi.
 
Sfoglie leggere, sottilissime, pronte a volare via con il primo alito di vento formano l’infinita stratificazione del pakhlavà, il dolce orientale dei giorni di festa. Una sull’altra, croccanti, saporite, le mille sfoglie si fanno anch'esse scrigno, e irrorate di miele tiepido si ripiegano su se stesse come a nascondere il loro tesoro di mandorle e noci profumate alla cannella.
 
Cos’è che bolle senza fiamma? Il poeta ce lo suggerisce:
 
Dono del cielo, sei discesa dal paradiso,
Profumo dolce, colore brillante,
Chi ti guarda non ne ha mai abbastanza.
 
Frutto dell’immortalità,
Radicata al centro della terra,
L’angelo ti ha portato a Noè,
Che col tuo succo si è rallegrato...
Senza fuoco tu bolli.
 
Schiacciata, come rosa offri il tuo liquido
Che scorre come un fiume...
Senza fuoco tu bolli.
 
Quando il mendico
Che implora pane e acqua
Ti beve, diventa padrone del mondo,
E la lingua pesante del muto
Si scioglie e si agita,
Posseduta come una marionetta...
Senza fuoco tu bolli.

(Traduzione dell'autrice)

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