22 Dall'Armenia
Il tavolino dove si fa il pane della festa
di Sonya Orfalian   

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Շատ հին ժամանակ գիւղացիները սովորութիւն ունէին

գործածելու ցած սեղան մը՝խմոր շաղելու համար, որ
կ'անուանէին խոն: Մեծ պապան այդ սեղաէնէն հատ մը
շինած էր եւ լաւ տէր կ'ըլլար: Ան տարին միայն մէկ
անգամ պահուած անկիւնէն դուրս կը բերէր խոնը, աիդ
 ալ Զատիկի առիթով երբ ամեն որտեղ կարող ես լսել

Քրիստոս յարեաւ ի մեռելոց
Օրհնեալ է Յարութիւնն Քրիստոսի

 

Traduzione dell'autrice:

Il cerchio magico è un tavolino basso e rotondo che oggi si conserva in un angolo remoto della casa. Era lì intorno che le donne sedevano per preparare il gatà, il pane delle grandi occasioni e dei giorni di festa. A quei tempi il tavolino aveva un nome, si chiamava khon.
Oggi per la Pasqua vi si preparano le trecce del cioreg, il pane dolce e profumato di anice e di maleppo, il minuscolo nocciolo aromatico del ciliegio selvatico d’Oriente. Come il khon, anche questo seme odoroso ha atteso un anno intero per tornare tra noi. La domenica di Pasqua, le trecce ampie, gravide di lievito e dalla pelle brunita, si servono tagliate a fette sottili, imburrate e cosparse di marmellate saporite.
A far da contorno, la formula augurale della tradizione armena: Khristòs hariàv i merelòtz, ‘‘Cristo è risorto’’; a cui si risponde: Orhneàl e harutyùn Khristosì, e cioè ‘‘Sia benedetta la Resurrezione di Cristo’’. 

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