27 Di line e di lane
Quel grimaldello spuntato
di Pietro Jozzelli   

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Forse il segno più evidente della crisi del nostro modello di vita associata è la grande difficoltà, per non dire l’impossibilità, di dare allo spazio pubblico la flessibilità che l’evoluzione della nostra psicologia pretenderebbe. Vorremmo modificare la geografia e l’anima dei luoghi facendole diventare la proiezione dei cambiamenti che intervengono dentro di noi; ma lo spazio fisico resiste e anche quel gran grimaldello che per due secoli ha funzionato a dovere come strumento di cambiamento, cioè la democrazia, sembra oggi un’arma spuntata, corrotta. Resta, a portata di mano, lo spazio privato, le dimensioni personali che diamo alle stanze che abitiamo, ai luoghi dove scegliamo di vivere. Ma è una soddisfazione a metà: se lo spazio pubblico è dominato, ad esempio, da un Ceausescu (o da qualcuno troppo demagogico e autoreferenziale che considera lo spazio pubblico solo come un’estensione di quello suo privato) quale mai soddisfazione possiamo ricavare dal chiuderci nelle nostre stanze? La via d’uscita resta sempre la stessa: dare forza comunitaria alle nostre pulsioni politiche e culturali. Ma per adesso, sembra soltanto una motivazione razionale, poco più che una illusione.

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