3 Presidio
Le parole non si pagano
di Lella Costa   

Share

L'odioso Humpty Dumpty, uscito dalla penna fatata di Lewis Carroll, sosteneva con insopportabile arroganza di poter attribuire alle parole il significato che gli pareva: “Bisogna vedere chi è che comanda: io, le parole, le pago”. Lo so, sembra un’amaca di Michele Serra, e invece l’ha scritta un diacono inglese centocinquant’anni fa. E poi c’è chi dice che i classici son roba superata. Ecco, son qui a proporre un autentico presidio delle parole, quelle importanti, quelle che senza di loro non si campa più: Amore, Bellezza, Conversazione, Democrazia, Etica, Fantasia, Giustizia, Hybris (questo è un bel colpo, eh?), Ironia, Libertà, Morale (e Maternità), Notte (riprendiamocela, sì, ma sul serio), Pace (e Potere, e magari anche Paternità...), Qualità, Rigore, Satira, Talento, Universo (“non bisogna accontentarsi di quello che è a portata di mano, altrimenti a cosa servirebbe il cielo?”. Robert Frost, altro anglosassone niente male), Verità, Zucchero (a morte i succedanei!). Riprendiamoci le parole, tutte: quelle difficili e quelle lievi, quelle che abbiamo perso e quelle che abbiamo dimenticato, quelle che ci hanno rubato ma anche quelle che abbiamo messo all’asta (se c’è chi compra, vuol dire che c’è chi vende...). Riprendiamoci l´alfabeto. Dalla A alla Zeta. Letteralmente.

Share