4 Passaporto etico
Figli di quei toscani
di Rosanna Pilotti   

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Chi ha attraversato il mare con coraggio e magari senza la concretezza del pane e chi, fra gli stranieri, già vive e lavora in Toscana, sente che i suoi diritti piano piano cominciano a prendere corpo. Gente di buona volontà e buoni amministratori, capaci di azioni concrete, hanno immaginato una legge lungimirante che si potesse adattare alla vita delle persone straniere senza distinzione, considerandole solo persone, esseri umani. Di solito, siamo noi che dobbiamo adattarci alle leggi, cedendo sempre un po’ della nostra libertà. La legge sull’immigrazione della Regione Toscana restituisce invece libertà e dignità a tutti, toscani e stranieri che sudano, amano, piangono, lavorano, si divertono e, ripeto, vivono insieme. Nei suoi principi generali, afferma l’uguaglianza. Da qui tutto comincia. Può sembrare eccessivo paragonare questa legge alla riforma di Pietro Leopoldo che abolì per la prima volta la pena di morte in uno Stato: non lo è, come ha già sostenuto Adriano Sofri (Repubblica 26/05/2009). Noi siamo figli di quei toscani e ancora una volta saremo primi e orgogliosi di esserlo.

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