10 Notturni
Funghi di passione
di Raffaele Palumbo   

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Le cipolle di Tropea al mercato di Novoli oscillano tra l’euro e 40 e l’euro e 80. Più che a Wall Street è qui che la crisi si tocca con mano. Vige una silenziosa alleanza emotiva che unisce quelli che lavorano di notte. Si corre come se le ore di buio corressero più veloci che di giorno. Gli sguardi e le dinamiche, le gerarchie e le relazioni sono codificate, nessuno sgarra o canta fuori dal coro. Si allunga una mano e ci si appoggia a pancali di roba che “rimane ferma”. Fermi i pomodori, ferme le cipolle, fermi quei carciofi piccoli e perfetti. Un anno fa, a quest’ora, non ne avremmo visto neanche l’ombra. Sotto la ‘tettoia’ cassette appoggiate a terra dai nostri contadini con le schiene appoggiate ai loro furgoni. Fiori di zucca che sembrano fiori tropicali. Gente composta, filiera corta, chilometri zero e tutto il resto. La moglie di uno prepara “il misto”. C’è l’odore della mattina dopo la notte in quelle bellissime insalate. Un caffè con Gianfranco Pelucchini, “il fungaio”. Per lui la giornata inizia a mezzanotte: “Facevo il pellettiere e dicevano che ero pure bravo; di mio distinguevo al massimo le mele gialle da quelle rosse. Poi, mi ha rovinato la passione per i funghi. All’inizio mi divertivo, ora questa vita mi pesa”. Cambiare? “Troppo tardi, non ho più l’età. Chi lavora di notte mica dorme di giorno. A casa c’è sempre un monte di cose da fare. Alle volte mi butto un po’ sul letto alle undici di mattina, altre volte alle sette di sera. Ma fondamentalmente, a me a dormire, mi sembra di sciupare il tempo. 



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