27.La Cupola del Cibrèo
L’orto
di Stefano Pissi   

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Costoluto fiorentino, cuor di bue, principe borghese... da mensa, da serbo o da trasformazione industriale, il pomodoro è l’ortaggio più importante dei nostri orti, il più studiato dal punto di vista genetico. Il pomodoro (Lycopersicon lycopersicum L.) al pari di melanzane e peperoni fa parte della famiglia delle solanacee. Inizialmente appena arrivato dalle Americhe lo si considerava specie dalle bacche velenose, al pari della pianta di Belladonna. Solo agli inizi del 1800 si iniziò a consumarne i frutti colorati... rossi e gialli... pomi d’oro appunto. La ditta Cirio fu la prima in Italia a farne un prodotto da trasformazione industriale. Nell’orto si semina a fine inverno e si trapianta a primavera affermata, anche se non è il più freddoloso di tutti gli ortaggi. Di solito se ne piantano grandi quantità per fare salse e concentrati, un modo per coinvolgere amici e parenti con i quali condividere il prodotto finale. Per coltivarlo: non è un rampicante ma si avvantaggia nella crescita se lo si aiuta con dei tutori, canne di fiume. Bisogna saper riconoscere le ‘femminelle’ per la potatura verde. Non si deve viziare la pianta con troppa acqua, specie nei primi periodi di crescita. Una piacevole esperienza è mangiarli sconditi, appena colti dalla pianta ancora caldi di sole.

 

 

 

Lycopersicon lycopersicum L. 

Disegno di Lucio Diana

 

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