3.Da Gerusalemme
Sotto il muro
di Sefy Hendler   

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Traduzione italiana:

Il Muro Occidentale è senza ombra di dubbio il muro più famoso al mondo. In realtà, anche prima di visitarlo, ci sembra di avere familiarità con quella sua immagine, che andremo poi a scoprire.

Un muro fatto di blocchi di pietra calcarea sagomata a mano, donne e uomini devoti che pregano ai suoi piedi, migliaia di bigliettini inseriti fra le fessure delle pietre, verdi fili d’erba che si infilano in qua e in la ed una luce calda che avvolge tutto.

Può un’immagine che ci è così  familiare sorprenderci quando la vediamo dal vivo? Certamente può. La prima sorpresa è probabilmente dovuta alla contraddizione fra un’immagine tediosamente celebrata e le sensazioni che sopraffanno il visitatore una volta giunto sul posto. Non c’è bisogno di essere ebrei o religiosi per essere profondamente toccati da questo semplice muro. La mano sfiora la pietra e il cuore trema. Ed anche gli occhi a volte diventano lucidi.

Eppure, dopo numerose visite, ho scoperto che il muro a cui mi appoggio ogni volta è solo una piccola parte dell’intero Muro Occidentale, un’enorme cinta muraria che Erode aveva fatto costruire intorno al Secondo Tempio. Gli archeologi ne sono a conoscenza da tempo – ma molti di coloro che si ritrovano accanto ad esso ogni giorno sembrano ignorare completamente le reali dimensioni del Muro Occidentale. Stanno in piedi di fronte ad un muro che è lungo 57 metri e alto 19, mentre il muro occidentale originale era lungo 488 metri e alto più di 30. In altri termini, il muro che vediamo oggi è lungo circa un decimo di quello originale, la punta di un iceberg sepolto per la maggior parte sotto terra.

Per visitare il percorso lungo il resto della cinta muraria si deve prenotare settimane e mesi in anticipo una visita nelle “Gallerie del Muro Occidentale”

Una volta giunti sul posto, una piccola porta conduce il visitatore in un tunnel fresco e buio. La prima piacevole sorpresa è nelle modalità della visita .  La parte sotterranea del muro si può visitare solo in gruppo, ma a differenza della visita al muro superiore, dove la separazione fra donne e uomini è inevitabile – il muro inferiore sembra essere più tollerante. Uomini e donne sono invitati ad esplorare il sito insieme. Entrambi i muri sono ovviamente sacri, ma le regole, sembrerebbe, sono in qualche modo meno ferree una volta che si è giù nelle  profondità della terra. Una giovane guida, con la kippà sulla nuca, ci conduce con perizia nel labirinto sotterraneo. Ci spiega che mentre il muro fu costruito da Erode il Grande nel I sec. a.C., le gallerie che stiamo percorrendo furono costruite dai Mamelucchi che, nel XIII secolo d.C., realizzarono questa complessa operazione per creare delle fondamenta stabili per la costruzione di un quartiere musulmano il più vicino possibile al colle del Tempio ed alle sue Moschee.

Ed ecco ancora un’altra piacevole sorpresa. Mentre siamo sotto terra, le guide non fingono di raccontare la Storia come esclusiva, la storia di un solo popolo.

Al contrario, la nostra guida ci fornisce un racconto complementare dei due popoli, che ancora vivono un accanto all’altro.

La guida poi ci conduce in uno dei luoghi più importanti della visita, la Nidbach Raba. Una delle enormi pietre che gli ingegneri di Erode posarono alla base del muro. E’ larga tredici metri ed alta tre. Per quanto noto finora, è una della pietre più grandi al mondo mai lavorate dalla mano dell’uomo.

Più a Nord si trova la porta occidentale che conduceva al colle del Tempio, un passaggio che tempo fa era chiuso. Questo è il punto del muro più vicino al Kodesh Ha-Kodashim, Il Sacro dei Sacri, la parte più sacra del Tempio. Lì, secondo la tradizione ebraica, si trova la Pietra della Fondazione, il luogo da cui il mondo fu creato.

Un donna sola è appoggiata al cancello chiuso e prega in silenzio . Diversamente dalle migliaia di persone su in superficie, questa donna anziana ha deciso di venire qui sotto per arrivare più vicino possibile al nucleo originario del mondo, ad un soffio dalla santità.

Chi avrebbe mai creduto che è sotto il muro che ho scoperto il vero Muro?

 

Traduzione inglese:

The Western Wall is without a shred of a doubt the most famous wall in the world. In fact, even before visiting it in person we are already all but too familiar with the image we are about to discover. A wall of hand craved lime stones, pious men and women praying at its foot, thousands of notes inserted between the crevices, thin green branches sneaking here and there and a yellow light wrapping it all.
Does an image we are so acquainted with can surprise us when we see it for real? Of course it can. The first surprise is probably due to the contradiction between a tediously celebrated image and the sensations overwhelming the visitor once in place. One does not need to be a jew nor a religious person, in order to be deeply moved by this simple wall. The hand touches the stone and the heart trembles. Even the eye turns sometimes wet.
Yet, after numerous visits, I have discovered that the wall I always lean on is only a small part of the whole Western Wall, a huge retaining wall Herod had built around the Second Temple. Archeologists have known this fact since long ago – but most of those who gather next to it every day seem to completely ignore the real dimensions of the Western wall. They stand in front of a wall which is 57 meters long and 19 meters high, whilst the original Western Wall is 488 meters long and more than 30 meters high. In other words the wall we see is less than a tenth of the wall, a tip of the iceberg which is mostly buried under the ground. 
In order to walk alongside the rest of the wall you need to book weeks and months in advance a visit to the “Western wall tunnels”. While in place, a small door leads the visitor to a cool and shady tunnel. The first pleasant surprise is the form the visit takes. One can tour the place only as part of a group but unlike the visit of the upper wall where a separation between men and women is inevitable – the lower wall appears to be more tolerant. Male and female are invited to explore the site together. Both walls are of course as holy but the rules, it seems, are somewhat less strict once down under. A young guide wearing a jewish skull cap leads us efficiently inside the underground maze. He explains that while the wall was built under Herod the Great during the 1st century BCE, the tunnels we walk in were constructed by the Mamluks in the 13th century. They executed this complex technical operation in order to create stable foundations for a muslin neighborhood as close as possible to the Temple mount and its mosques. Here is yet another pleasant surprise. While underground, guides do not pretend to tell history which is exclusive, the story of only one people. On the contrary, our guide provides a complementary tale of two people, still living side by side.  
The guide then leads us to one of the highlights of the visits, the Nidbach Raba. This is one of the huge stones Herod’s engineers have posed at the bottom of the wall. It is 13 meters wide and 3 meters high. As far as we know it is one of the biggest man craved stones in the world.  Further north stands the original western gate that led to the Temple Mount, a gate long ago blocked. This is the closest point in the wall to Kodesh Ha-Kodashim, the Holy of Holies which was the most sacred part of the Temple. There, jewish tradition states, still stands the Foundation Stone, the place where the world was created.
A lone woman leans on the blocked gate and prays in silence. Unlike the thousands of people up on the ground this old woman decided to come down in order to get as close as she can to the naval of the world, a breath away from the sanctity. Who would have believed it is under the wall I have discovered the real wall.  

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