3. Le vie dell'acqua
Quel piccolo miracolo toscano in Camerun
di Giancarlo Ceccanti   

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Alle sei di mattina, dal sottotetto del collegio di suore che ci ospitava alla periferia di Ebolowa, in Camerun, potevo vedere il risveglio della comunità. Poche casette di mattoni, quasi sempre capanne con pareti di fango. Tutte hanno una cosa in comune: tetti di lamiera che suona fragorosamente quando piove e scaricano valanghe d’acqua sui vicoli neri di fumo. L’acqua a queste latitudini paradossalmente è anche una maledizione. Nella stagione delle piogge porta via tutto: i fiumi tracimano e sradicano, le piste diventano impraticabili; i villaggi rimangono isolati. Umidità e zanzare. I pochi pozzi si riempiono d’acqua che lacera il terreno portandosi dietro fango e liquami: tutto si inquina e così oltre alla malaria, vero flagello, si diffondono le peggiori malattie. Nella stagione secca, la poca acqua dei pozzi diventa brodo di coltura per batteri, che faranno quello che tutti gli esseri viventi sanno fare meglio: si riprodurranno a miliardi in stomaci e intestini di poveri cristi. Dall’alto potevo guardare il calvario per accaparrarsi quel brodo prezioso trasportato in secchi traballanti sulla testa dei bambini per assicurare alla famiglia quella risorsa preziosa e infida. Da tre anni lavoravamo per realizzare un sistema di raccolta d’acqua potabile senza l’utilizzo di pompe né di elettricità, evitando così futuri guasti, di regola in questi luoghi irreparabili. Guasti che vanificano i risultati di economie a quel punto dissipate. Finalmente siamo riusciti nell’intento, intercettando una sorgente ad un chilometro e mezzo dal Lebbrosario di N’Galan realizzando le canalizzazioni per ben 18 cannelle distribuite nel villaggio. Grazie all’intervento di quattro geologi ed un imprenditore, tutti toscani, è nata l’onlus Acquifera che ha l’obiettivo di portare acqua nel terzo mondo utilizzando tecniche semplici ma ben collaudate, con l’esperienza di un costante confronto con le nostre e le loro conoscenze ed i fabbisogni delle comunità locali, certi di ottenere in questo modo risultati e credibilità.

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