6. Lasciate che i bambini
Amiata e Apuane alla stazione
di Tomaso Montanari   

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Una scatola di pietraforte spaccata da una cascata di cristallo è il palazzo più magico di Firenze: dove finiscono tutte le persone che, di corsa, salgono le sue scale? E da dove arrivanno tutti quegli altri, che le scendono?
Se c’entri dentro in una mattina d’inverno ancora buia, la luce fredda di un tappeto lunghissimo, e scintillante di marmo, ti accompagna ai piedi di un treno.
Al ritorno, la stessa guida di bianco delle Apuane e rosso dell’Amiata si srotola sontuosamente ai tuoi piedi: è come se tutta la Toscana corresse ad accoglierti, quasi fossi un imperatore arrivato a conquistare Firenze.
Proprio come un imperatore che incede verso la sua incoronazione puoi varcare la soglia di una basilica: sei pilastri colossali in marmo verde la scandiscono in tre navate, e le pareti sono foderate di giallo di Siena, fino ad un cielo di vetro.
È la biglietteria. Te la lasci alle spalle, ed esci: nel cuore di Firenze. E senti che il biglietto più importante che hai ‘comprato’ sbarcando a Santa Maria Novella è il dono di saper vedere.

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