11. Ri-cercata
Il bioinformatico, la soluzione è comunicare
di Clara Ballerini   

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Dalla cavia al computer: questo il lavoro del bioinformatico, ibrido del mondo della ricerca per metà biologo e per metà matematico. Cosa fa? Il suo lavoro procede sul doppio registro dell’osservazione e della computazione con il preciso scopo di riempire il gap ormai esistente fra la capacità enorme che abbiamo di produrre dati e quella ancora limitata di interpretarli. Disegna dei sentieri da seguire, propone una mappa di significato, cerca di capire se siamo di fronte a dati riproducibili, coerenti, intelligibili e soprattutto stabilisce se siamo in grado di formulare modelli predittivi. Il processo non è unidirezionale: una volta fatto il modello si torna all’esperimento e, in una sorta di prova del nove, si passa dalla predizione alla verifica. Per esempio, il bioinformatico utilizza la mole di dati esistente ottenuta dall’analisi dell’espressione genica (cioè di tutte le proteine prodotte in una data situazione) in pazienti HIV e così può elaborare un modello predittivo che sarà guida per la prognosi e per la scelta del trattamento. Una piccola considerazione: la comunicazione fra discipline diverse sta diventando il principale strumento di innovazione, continuiamo a parlare.

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