13. Libro
Principianti, un capolavoro con due finali
di Martino Ferro   

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Quest’autunno esce negli Stati Uniti Beginners, di Raymond Carver. È la versione originale di una delle raccolte di racconti più amate e importanti del secondo Novecento: What We Talk About When We Talk About Love (Di cosa parliamo quando parliamo d’amore), origine e capolavoro del minimalismo letterario. La versione che abbiamo letto e conosciuto, pubblicata da Knopf nel 1981, fu ampiamente rimaneggiata dall’editor di Carver, Gordon Lish, che ne tagliò l’originale per oltre il 50%. In alcuni casi, come nel racconto che dà il titolo alla raccolta, Lish addirittura riscrisse di suo pugno il finale.Per chi ha amato quei racconti appassionatamente, e non sono pochi, si tratta di uno shock più che di una rivelazione. Anzitutto perché pone di fronte a un antico dilemma: cos’è un’opera d’arte?

Nel 1965, il produttore messicano di Luis Buñuel decide di chiudere il rubinetto dei fondi proprio a metà delle riprese di Simon del deserto. Il regista è costretto a inventarsi un finale per salvare il girato: ne nasce un capolavoro. Siamo davvero sicuri che la Nike di Samotracia ci piacerebbe ugualmente con testa e braccia al loro posto, pittata e colorata come appariva allora? Personalmente non saprei: ringrazio però di non essere un adolescente, e di non trovarmi per la prima volta in libreria di fronte a due versioni dello stesso capolavoro. Già, perché in Italia Beginners è già in libreria da alcuni mesi, in anteprima mondiale, col titolo Principianti (Einaudi).

“Principianti”,
Raymond Carver
(Einaudi, 2009)

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