23. La cupola del Cibrèo
La ricetta
di Fabio Picchi   

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Prendete un uovo e assodatelo con i 6 minuti previsti. Sgusciatelo e tagliatelo a metà. Recuperate il tuorlo in una tazza dove lo mantecherete con lo stesso quantitativo di patata lessa e un filettino d’acciuga dissalato, un non-niente di capperi sott’aceto, un cucchiaino di buona maionese ovviamente fatta con olio extravergine e un trito di basilico mentolato, detto anche basilico romano. Sale potrebbe non essere necessario, assaggiate e valutate al momento. Riempite a cupolina quante più uova possibile. Nel mio caso non riesco mai a mangiarne meno di 12, anche se da giovane ho raggiunto punte di 24. Disposte su un vassoio, dopo aver allungato la sopracitata maionese con abbondante yogurt che l’avrà resa decisamente più liquida, affogate in quest’ultima tutte le uova ripiene. Il vassoio dovrà risultare stracolmo di maionese ondulata dai dossi che le uova sottostanti avranno creato. Piatto di memoria anni ’50. Guarnite giocoforza con fettine sottilissime di limone messe girogiro intorno al vassoio e due cespuglietti di basilico nelle due metà della metà dello stesso. Cespuglietti recintati da sottili e obbligatorie fettine di cetriolini sott’aceto, costruendo così aiolette che potrete decorare ulteriormente con quadratini di peperoni gialli sott’aceto e da cupolette semisferiche bianche che sarete stati in grado di ricavare tagliando a metà delle cipolline, anch’esse sott’aceto. Mentre montate le decorazioni, obbligatorio ascoltare con un buon HI-Fi, Only You dei Platters. Quando, dopo averlo raffreddato, offrirete questo piatto, sarà necessario cambiare musica, suggerisco qualsiasi cosa di Django Reinhardt.

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