6 Gesti Teatrali
Quel saluto che stordì i maschietti
di Alberto Severi   

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Un bel giorno, uno qualsiasi in quella magica stagione fra i tardi ’60 e i primi ’70 dello scorso Millennio, dopo tanti gesti pubblici, simbolici, politici di plateale valenza maschile (il pugno chiuso, il braccio teso nel saluto romano: fra di loro un abisso, eppure entrambi chiara metafora di potenza virile) apparve, in qualche manifestazione femminista, e poi a poco a poco dilagò con la geometrica virulenza di una pandemia, quel gesto là. Le braccia entrambe levate sopra la testa. Tre dita chiuse e ripiegate nel palmo (medio, anulare e mignolo). I pollici invece tesi verso l’alto, polpastrello contro polpastrello. E gli indici anch’essi uniti, ma rivolti verso il basso. A delimitare, polllici e indici, uno spazio allungato, verticale, di inequivocabile valenza femminile. A molti parve volgare e sguaiato: soprattutto a noi ‘maschietti’, come ci irridevano loro, abituati in proprio a ben altre sguaiataggini e volgarità, ma scusati e giustificati, ed autoassolti, si capisce, dalla nostra natura maschile. Quell’esibizione palese, e però non sensualmente ammiccante, bensì rivendicativa e politica, della propria femminilità, faceva pendant con lo slogan: “né puttane, né madonne” e ne costituiva una prima esemplificazione, poiché la madonne si sarebbero ben guardate dal fare quel gesto, e le puttane non ne avevano bisogno, di simboli e metafore: quella cosa là la esibivano direttamente, come merce di scambio. Com’è noto, noi ‘maschietti’, non ci siamo più ripresi del tutto. E le donne? Mah. Di certo, mentre i nuovi fascisti in triplo petto considerano con imbarazzo i camerati nostalgici capaci ancor oggi di scattare nel saluto romano, e gli ex comunisti in andropausa sorridono supponenti e dalemiani ai ragazzotti con la kefiah e il pugno chiuso nei cortei no-global, le femministe che inalberavano il simbolo della vulva (o della vagina?), quelle sono proprio scomparse del tutto. Forse, non ce n’è più bisogno: “né veline né virago...”. Ma forse sì. Sipario. 

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