14 Percorsi
Un urlo inimmaginabile
di Massimo Niccolai   

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Nel Settecento qualcuno diceva che quello che proviamo in una relazione è più l’idea della condizione altrui che poi trasformiamo in un’impressione grazie all’immaginazione. Quel giorno con la mia amica e collega Francesca quello che si è impresso dentro di noi è inimmaginabile. Stavamo accompagnando una nostra utente da casa sua ad una casa famiglia, ad un certo punto, in macchina, l’urlo intenso, ininterrotto e penetrante, saturava ogni infinitesimale spazio insinuandosi anche dentro di noi. Sembrava provenire da mondi che non appartengono alla nostra percezione, penetrava senza possibilità di fuga. Era il suo dolore, forse un immenso dolore per l’abbandono e la sua rappresentazione, quella frattura indefinibile e impenetrabile. 

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