18 Pieni d'Islam
Quelle lamine d’oro degne di un Cellini
di Giovanni Curatola   

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Fra le numerose opere d’arte islamica conservate in Italia molti sono gli oggetti in metallo: coppe, ciotole, brocche, candelieri. Se riuniti assieme essi costituirebbero una delle collezioni più importanti al mondo. Un noto hadith (tradizionale detto, o comportamento, attribuito al Profeta Maometto) proibisce ai maschi l’uso dell’oro e sconsiglia per tutti la ostentazione del lusso legata a manufatti eseguiti nei materiali nobili (oro e argento). Tale ‘divieto’ veniva aggirato con virtuosistica maestria: la base era in ottone o bronzo sottilmente incisi e i solchi riempiti con colatura (o battitura) di sottilissime, impalpabili, lamine in oro e argento, talvolta con l’uso di niello (bitume). Quantità minime ma insuperata abilità. Questo valore aggiunto di lavoro veniva molto ammirato nell’Italia rinascimentale, perfino da un artigiano di talento e superbia rare quale Benvenuto Cellini.
 
 

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