7 Una stella a Firenze
Il manifesto per Galileo
di Stella Rudolph   

Share

Linsieme delle notevoli mostre, convegni e dibattiti intorno a Galileo Galilei, svoltisi quest’anno per celebrare il quarto centenario delle sue rivoluzionarie osservazioni astronomiche, pare quasi effimero al cospetto della bizzarra facciata del cosiddetto Palazzo dei Cartelloni che lo immortala in Via S. Antonino n.11 a Firenze. Era la dimora dell’insigne matematico Vincenzo Viviani (1622-1703), allievo prediletto di Galileo dal quale ereditò la cospicua biblioteca. Per esternare in pubblico la propria gratitudine, e tramandare alla posterità i meriti scientifici di Galileo, egli si valse, allo scorcio del ’600, del senatore-architetto G. B. Nelli, il quale escogitò l’agiografico prospetto di due smisurati tabelloni contenenti fittissime iscrizioni, che ne riassumono la carriera srotolandosi ai lati del portone sormontato dal busto di Galileo e, più in alto, il suo stemma: insomma un domestico monumento commemorativo, che risulta una specie di antenato degli odierni manifesti pubblicitari al passante che si sofferma per scrutarlo. Il tutto pagato coi soldi della pensione concessagli dal Re Sole Luigi XIV, che bastarono pure per la grandiosa tomba di Galileo eretta solo nel 1737 su disegno di G. B. Foggini in Santa Croce, dentro la quale, per volontà testamentaria, fu seppellito il medesimo Viviani. A leggere gli scritti incisi sulla facciata e sulla tomba c’è da commuoversi ancor’oggi per la devozione e riconoscenza attestate da un discepolo nei riguardi di un sommo maestro. Erano altri tempi, vien da pensare.

 

 


Share