8 Ri-cercata
Le vie infinite del sonno
di Clara Ballerini   

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Morire, dormire..., forse sognare, diceva Amleto. Dormire, sognare, stato vulnerabile incompatibile con comportamenti indirizzati a alimentare e propagare le specie, dicono i neuroscienziati. Di fatto nessuno sa bene cosa sia il sonno, per lungo tempo si è pensato che solo gli animali vertebrati riposassero la notte e invece dormono tutti, anche i moscerini della frutta. Quando è comparso il sonno fra gli esseri viventi? Più di 500 milioni di anni fa se, come pare, si dimostra che anche l’iguana, rettile parecchio indietro nella scala evolutiva, dorme. Resta dunque un mistero intorno al sonno: quali funzioni vitali universali soddisfa, tali da averlo fatto sopravvivere nel tempo? E’ proprio dalla prospettiva evolutiva che arriva la proposta che il sonno sia una variante dello stato quiescente di piante e animali, una via intermedia nel continuum che va dal letargo alla attività senza sosta. E’ quindi espressione di adattamento: ottimizza quando e quanto a lungo agire, e questo processo è determinato proprio da variabili ecologiche, ambientali. Così mentre i leoni dormono un sonno profondo e di lunga durata, le giraffe, loro prede, dormono pochissimo e mai profondamente. In entrambi i casi il sonno è un processo attivo indispensabile alla vita.


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