10 Incontri
Giusta causa
di Ernesto De Pascale   

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Analfabetismo musicale. Muddy Waters per farsi riconoscere apriva i suoi blues con un perentorio “Oh Yeah!”, John Lee Hooker tuonava “Boom Boom, Boom Boom”, Bo Diddley cinguettava “Diddley Diddley Daddy”. Sono i Giganti del Blues e del Rock & Roll, li ascolti e godi. Queste le loro firme. Un giorno un cantante italiano ne posizionò una in un proprio brano ignaro che estirpandole dagli aventi diritto avrebbe, anche solo parzialmente, interrotto l’educazione dei loro nipoti. Marshall Chess, polacco cresciuto fra italiani e bluesmen neri del mercato di Chicago, loro discografico nonché artefice di molti successi dei Rolling Stones, un giorno volle che lo accompagnassi a Milano per un risotto con i vertici di una grossa major. Dopo aver intrattenuto i manager con le sue storie, sazio, stuzzicadenti in bocca, occhio vispo, pork pie in testa, disse: “bene, torniamo in sede che vi faccio causa per un milione di dollari”. Tutti guardarono me. Pensai che finalmente ci sarebbe stata giustizia.


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